AGRIGENTO – Arresto imprenditore Burgio, Patronaggio:”Un’imprenditoria da grave turbativa economica e sociale” [Vd Tg1][Vd Tg 2]

Il procuratore della Repubblica di Agrigento, Luigi Patronaggio, intervenuto alla conferenza stampa nella sede della Guardia di Finanza ha illustrato i dettagli che hanno portato all’arresto dell’imprenditore agrigentino  Giuseppe Burgio, 52 anni.

Patronaggio ha spiegato che l’importo complessivo della bancarotta è di 50 milioni di euro, sottratti ai creditori, e che 13 milioni di euro sono finiti in tasca proprio all’imprenditore.

“Bancarotte di questo livello ad Agrigento sono rarissime e avvengono per due motivi: compiacenza sociale e compiacenza bancaria. Le banche hanno tollerato e aggravato gli effetti come non avrebbero fatto con altro normale cittadino è proprio questo fatto è’  sotto indagine.

 I trascorsi del Burgio sono ormai famosi, altre indagini stanno effettuando rilievi sulla personalità di Burgio e del suo modo di fare imprenditoria che finora ha costituito una grave turbativa economica e sociale “.

Anche il  pm Gabriella Sardoni è intervenuta nel corso della conferenza stampa, spiegando:  “Le bancarotte sono 4 in totale per 50 milioni di euro di cui 13 di distrazione.   C’è ancora un filone di indagine aperto di cui se ne sta occupando la guardia di finanza. E questo è’ un primo risultato. Sono 4 le  società coinvolte. Tutte società fallite tra la fine del 2011 e il 2012 che diventa anno cruciale. E fanno capo al gruppo Burgio.  La gestione è stata  scellerata finalizzata a distrarre i capitali e farli finire nelle tasche personali del Burgio. 

 

Solo la Gestal ha fruttato 7 milioni di euro. Tantissima quantità di denaro che viene girata da società a società e poi intascata.

 

Un esempio tra tanti (e ci sono tantissime falsificazioni, debiti in bilancio, contabilità alterata fortemente ). Il capitale della Gestal era eroso dal 2004. Già dal 2004 doveva liquidare e invece prosegue fino ad oggi. Quasi 1 milione di euro della Gestal e’ stato denaro costruito da Burgio per il famoso yacht di 34 metri e a lui concesso in leasing.

 

C’è stato un grosso aiuto della UNICREDIT di Agrigento ma anche regionale che ha sospeso per almeno 7 mesi i debiti di Burgio cosa che non avrebbero mai fatto con cittadini normali per 9 milioni di euro. 

E ci  sono stati assegni emessi e pagati dalla banca e abilitati solo7 mesi dopo. Questo è un finanziamento ingente è anomalo che è sotto indagine ancora oggi”. Il pm Sardoni ha spiegato ai giornalisti presenti che vi sono “Forte perplessità sulla fase successiva perché dopo il fallimento ci sono state condotte di apparente transazioni.

Con pagamenti di 15 milioni di euro pagati dal Burgio ma in realtà questo finanziamento è‘ stato concesso da un fondo londinese”.
“Insomma proposte fittizie e nessuna società che è disposta a dare 15 milioni di euro, quindi un raggiro sul raggiro. Ancora oggi si parlava di transazioni (mai state). E i creditori ancora aspettano di essere risarciti”.
 
C’è dunque un altro filone che riguarda i banchieri della Unicredit  che hanno causato e contribuito alla bancarotta. Indagini tutte condotte dalla Guardia di Finanza. Indagini relative al capitale iniziale del Burgio. “La situazione è molto complessa. C’è da capire da dove vengono le somme iniziali del capitale di Burgio. Esisteva una forte esigenza cautelare per togliere questo personaggio dalla economia sana del paese perché poteva inquinare le prove. 

Burgio è’ stato arrestato perché occorreva mettere un freno alla sua persona. Fra le società coinvolte nella vicenda la Cda era quella più grossa e su essa si sono giocate le sorti delle altre società. Burgio per diversi anni ha fatto quello che voleva”

 Le somme prese dal Burgio, in modo indisturbato, spiega il pm, erano di grosso ammontare. Anche dopo dichiarazioni di fallimenti. “Burgio non era preoccupato anche quando le cose andavano male perché rimediava sempre, ricavando liquidità. Lui era bravo a rilanciare l’attività ogni volta che falliva”. 

 

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