AGRIGENTO – Carola Rackete in tribunale per un nuovo interrogatorio

Inizia pochi minuti prima delle 10:00 la nuova lunga giornata agrigentina di Carola Rackete, la capitana della Sea Watch 3 giunta nuovamente nella città dei templi per un nuovo interrogatorio a distanza di quasi tre settimane dal primo.

Questa volta le domande dei magistrati vertono sull’accusa di favoreggiamento all’immigrazione clandestina, un filone quindi parallelo a quello per la quale, poco dopo lo sbarco a Lampedusa con la Sea Watch 3, la porta per 48 ore agli arresti domiciliari per via della forzatura del blocco della Guardia di Finanza all’imbocco del porto dell’isola.

La ragazza tedesca giunge in tribunale assieme ai suoi avvocati e trova ad attenderla una gran ressa di fotografi e giornalisti a cui però lei non risponde: nessuna dichiarazione, nemmeno in tedesco e nemmeno ai cronisti suoi connazionali.

Mentre Carola Rackete sale le scale che la portano al varco per i controlli al metal detector, sono i suoi stessi avvocati a ribadire le intenzioni della capitana: “La mia assistita – afferma un legale – Per adesso non vuole rilasciare alcuna dichiarazione”. Lei fila dritto verso le sale interne del tribunale, certamente non sorpresa dal clamore mediatico suscitato dal suo nuovo approdo negli uffici della procura.

E adesso cresce dunque l’attesa per sapere cosa emerge dall’interrogatorio condotto dal procuratore aggiunto, Salvatore Vella,  nell’ambito del primo fascicolo d’inchiesta aperto a suo carico: quello per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e disobbedienza a nave da guerra.

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