AGRIGENTO – Cattedrale chiusa da circa 7 anni: la Procura ha aperto un’inchiesta

Il fascicolo conoscitivo, aperto dalla Procura della Repubblica di Agrigento, sul “caso” cattedrale di San Gerlando e collina è diventata un’inchiesta. Si procede, al momento, contro ignoti – è chiaro – . Ma si procede per le ipotesi di reato di omissione in atti d’ufficio e disastro colposo. E tutto sembra “ruotare”, quasi inevitabilmente, attorno alla Regione Siciliana. Perché a dover approntare un intervento di mitigazione del dissesto idrogeologico della collina è proprio la Regione.

Ieri, il sopralluogo mirato – fatto anche con un drone – dei carabinieri del centro Anticrimine natura, dei militari del nucleo Tutela patrimonio culturale di Palermo, dei carabinieri della sezione Pg della Procura e a pilotare il drone erano i militari del reparto Parco nazionale d’Aspromonte di Reggio Calabria. E’ stato controllato, con il drone, soprattutto il versante della collina che rischia di scivolare verso valle. E l’apparecchiatura si è soffermata anche all’altezza del Mudia, il museo diocesano. Verificate, sempre dal costone, anche le fondazioni della cattedrale. Adesso i carabinieri dovranno estrapolare i dati tecnici delle misurazioni e paragonarli con quelli che erano stati precedentemente acquisiti.  

Non c’è, dunque, ancora un risultato scientifico aggiornato. Che il “quadro” di fessurazioni si sia però paurosamente aggravato è innegabile. E lo testimoniano anche le constatazioni fatte – e immortalate in foto e video – di una, in particolar modo, crepa apertasi sul pavimento della cattedrale di San Gerlando dove, adesso, praticamente, entra una mano. Crepa diventata larga di circa 7 centimetri. L’ingresso in una delle cappelle del Duomo, dal 2011 ad oggi, è invece scivolato di circa 10 centimetri. 

E il neo assessore al Territorio e ambiente della Regione Sicilia, Totò Cordaro, ha concordato con il Sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, dopo un incontro, un sopralluogo che si svolgerà domani giovedi.

 

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