AGRIGENTO – Cemento depotenziato al San Giovanni di Dio, teste conferma: “Aggiungevamo acqua al calcestruzzo”

Prosegue davanti al Tribunale di Agrigento, il dibattimento relativo all’inchiesta sulla costruzione del nuovo ospedale di Agrigento con l’uso di cemento depotenziato.
L’udienza di ieri è stata dedicata all’esame testimoniale del capocantiere che si è occupato dei lavori di costruzione dell’ospedale San Giovanni di Dio” di Agrigento. Il tecnico, Salvatore Parisi, rispondendo alle domande del Pubblico ministero, Antonella Pandolfi (che ha gestito l’inchiesta sotto il coordinamento del procuratore capo, Di Natale e dell’aggiunto Fonzo), ha confermato l’ipotesi accusatoria: “Quando arrivavano le betoniere con il calcestruzzo ci mettevamo cinquanta o sessanta litri d’acqua” ha dichiarato. Insomma, il calcestruzzo veniva allungato con acqua e quindi perdeva consistenza.
Dinanzi al Tribunale sono chiamati a comparire imprenditori e tecnici che hanno preso parte ai lavori di costruzione della struttura ossia: Antonio Raia, 68 anni, Girolamo Traina, 67 anni, Gerlando Spallitta, 72 anni, Salvatore Brucculeri, 57 anni, Francesco Paolo Scaglione, 63 anni, Francesco Lusco, 68 anni, Marco Campione, 52 anni, ed Angelo Alletto, 59 anni. Per tutti l’accusa è di falso e la truffa. Il processo riprenderà lunedì prossimo.

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