AGRIGENTO – Chiesti 6 anni per l’ex Presidente della Provincia D’Orsi

La Procura della Repubblica di Agrigento ha chiesto  la condanna a 6 anni di reclusione e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici per l’ex presidente della Provincia regionale di Agrigento, Eugenio D’Orsi, ritornato dopo fine mandato a fare il preside. L’esponente politico è accusato di truffa, peculato, concussione e falso nell’ambito di una inchiesta relativa all’affidamento di diversi incarichi di progettazione da parte dell’Ente che guidava, e dell’acquisto con i soldi della Provincia, di venticinque palme piantumate nella sua villa privata di Montaperto. Prima della requisitoria del Pubblico ministero, Eugenio D’Orsi ha reso dichiarazioni spontanee. Ha parlato per quasi due ore e mezzo raccontando al Tribunale Agrigento (presidente Giuseppe Melisenda Giambertoni, a latere Michele Contìni e Agata Anna Genna) la sua estraneità ai fatti contestati e narrando il suo impegno a favore della collettività, e per finire ricordando le continue minacce subite. Le richieste sono state formulate dal pubblico ministero Carlo Cinque e dal procuratore aggiunto Ignazio Fonzo. Le prossime udienze sono previste il 9 marzo e il 30 marzo, quando con ogni probabilità i giudici si ritireranno in camera di consiglio. “L’imputato – hanno detto i pubblici ministeri Ignazio Fonzo e Carlo Cinque – ha approfittato del proprio ruolo istituzionale per non pagare prestazioni a lui rese come nel caso dei lavori per la costruzione della villa di Montaperto. D’Orsi è un soggetto spregiudicato e accentratore di potere che fa della logica dello scambio di favori il suo credo politico: tutto è finalizzato ad accumulare potere sfruttando la sua posizione di vertice che gli consente di elargire favori con la prospettiva di acquisire popolarità con la ragionevole aspettativa di poter restare al vertice dell’ente Provincia.

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