AGRIGENTO – Consiglio comunale decaduto. Consiglieri dimissionari. Prg al Commissario

Le prime dimissioni erano arrivate in mattinata. A firmarle sono stati, intorno alle 11.30, i consiglieri Alfonso Vassallo, Marco Vullo, Angela Galvano e Angelo Vaccarello. Intorno alle 13 si è svolto una lunga ed animata riunione all’Ufficio di Presidenza del Consiglio comunale, durante la quale si è deciso di convocare una conferenza stampa nel pomeriggio, nel corso della quale si dimettono: Settembrino, Cicero, Civiltà, Di Rosa, Galante, Gibilaro, Gramaglia, Mallia, Mandracchia, Pisano, Puleri, Urso, Vita.

“Non siamo più nelle condizioni di proseguire. Abbiamo deciso, tutti insieme, di fermarci. Continuare non avrebbe avuto più senso”, ha detto Settembrino. Il decadimento segue la raffica di dimissioni, iniziate la scorsa settimana quando è scoppiato lo scandalo delle 1.133 commissioni consiliari svolte nel 2014 al solo scopo di ottenere il gettone di presenza.

“Abbiamo deciso di spegnere la luce, ma ne accendiamo un’altra. Vi assicuro che noi, fiduciosi nella macchina giudiziaria italiana – ha detto il vice presidente del Consiglio Giuseppe Di Rosa -; siamo in attesa di capire se veramente questa terra vuole uscire da ciò in cui si trova”.

Il consigliere Ncd, Alessandro Patti non si è dimesso

“Non ravvedo ragioni e motivi per cui io debba rassegnare le dimissioni dalla carica di consigliere comunale”. Alessandro Patti, conclude in questo modo il lungo intervento, nel quale, espone le sue ragioni in merito allo scandalo delle commissioni.
Una nota, attraverso la quale, Patti dichiara di essere stato il primo a denunciare gli sprechi di denaro al Comune con gli aumenti, delle indennità di funzione, deliberati da Sindaco e giunta al momento del loro insediamento.
Una denuncia che rimase inascoltata e che, secondo il consigliere dell’Ncd, fu solo l’inizio di un isolamento fisico e politico.
Un isolamento degenerato dopo lo scandalo delle commissioni e con le dichiarazioni andata in onda su Ballarò e dopo le quali Patti dichiara di esser stato tacciato come disertore, delatore e connivente.
Proprio su questa accusa Patti afferma che, la sua denuncia, è stata più volte avanzata ma mai ascoltata, aggiungendo inoltre che qualora di denuncia si dovesse parlare, si tratterebbe di un degrado etico. Poiché i fatti che hanno sollevato il clamore nazionale sono conformi ai regolamenti vigenti.
Patti dunque dichiara che, da parte sua, non vi è nessuna vergogna in virtù del fatto che, come scritto all’interno della nota, l’isolamento subito da una parte del Consiglio, evidenzia la diversità che vi è con alcuni colleghi di Aula Sollano, i quali, in diverse occasioni hanno mostrato di voler prendere le distanze da Patti in divere occasioni, non ultima, la decisione di concordare i punti all’ordine del giorno dell’ultima seduta dell’assise comunale e le conseguenti dimissioni.

Il consigliere Mpa Alfonso Vassallo

Tramite un’altra nota stampa, giungono le dimissioni di Alfonso Vassallo.
Il componente dell’ Mpa, al centro delle polemiche sia per il caso commissioni, sia per i rimborsi ricevuti dal Comune, rivendica tramite il suo intervento, la bontà del suo operato.
Vassallo dichiara che lo scandalo e il clamore siano siano spinti da diaboliche dinamiche politiche mirate ad annientare l’avversario e far breccia nell’opinione pubblica.
Inoltre il segretario di Confartigianato, ricorda il lavoro della sua commissione in merito alla questione relativa al bando rifiuti. Un intervento che secondo Vassallo non andò bene a qualche potere forte di Agrigento. Così come, afferma sempre l’esponente del Mpa, hanno dato fastidio le altre denunce volte a ristabilire la legalità.
Motivazioni per le quali, Vassallo rivendica una serenità senza la quale non è possibile esercitare la democrazia e che stanno alla base della sua scelta di mettersi da parte, poiché, conclude Vassallo “La politica non è un mestiere”.

 

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