AGRIGENTO – CUPA, politici contro la scelta della Di Liberto

La decisione del commissario dell’ex Provincia di Agrigento Di Liberto di chiudere i rubinetti dei finanziamenti a pioggia al Cupa per far quadrare i conti del Libero Consorzio, non è piaciuta alla classe politica che si sta dando un gran da fare per provare a farla tornare sui suoi passi . Alcuni parlamentari regionali hanno già intrapreso azioni politiche, altri si muovono più timidamente, forse per paura di critiche che potrebbe far notare l’enorme esborso di denaro e consulenze elargiti in questi anni a piene mani sul Cupa

Il presidente, Piero Macedonio, afferma : “ricordo a me stesso e poi a tutti gli altri che la gestione commissariale non è assimilabile alla gestione del Podestà di epoca non tanto remota. La decisione di recedere dal Consorzio universitario di Agrigento non può essere assunta con la stessa facilità con cui si recederebbe da un acquisto su Postal Market. La Provincia di Agrigento è socio storico e fondatore del Consorzio universitario. La Provincia ha il dovere di spiegare nel dettaglio tecnico e sostanziale le ragioni per le quali, come un fulmine a ciel sereno, è stata adottata una decisione così grave e pregiudizievole per il futuro di tanti universitari agrigentini e non solo.

L’ ex assessore e consigliere provinciale, Ivan Paci, afferma : “ il presidente della Regione, Crocetta, richiami subito il suo Commissario e la faccia tornare sui propri passi, annullando gli atti già disposti e ponendo rimedio a una scelta così assurda. La si smetta di utilizzare i Commissari e le amministrazioni locali per regolare conti politici. Evitiamo vendette politiche su temi alti come l’Università e la formazione, perché da esse dipende il futuro della nostra terra e dei nostri giovani”.

E il presidente agrigentino dell’ Unione nazionale Consumatori, Manlio Cardella, ha chiesto un incontro alla commissario Di Liberto al fine di spiegare e ribadire le ragioni per le quali è necessario mantenere la presenza della Provincia nel Consorzio universitario. E il portavoce provinciale del Pdr di Agrigento, Paolo Ferrara, afferma : “chiediamo in maniera assolutamente trasversale all’intera deputazione regionale e nazionale agrigentina, ed ai responsabili Istituzionali a vari livelli, di indossare, in questo specifico caso, un’unica casacca, dello stesso colore, che riporti una sola parola : buon senso”. Leggere oggi le numero prese di posizione da parte della deputazione agrigentina al fianco del Cupa, adesso che il suo futuro é più che mai messo a rischio è francamente ridicolo. Ad affermarlo è il consigliere comunale nonché attuale Vice Presidente del Consiglio, Giuseppe Di Rosa. Dove erano tutti questi paladini dell’Università agrigentina fino a ieri?  Cosa hanno fatto per scongiurare questa ennesima emergenza economica?  Nulla! Mentre si inaugurano auditorium alla presenza di esponenti di spicco di quella politica che ha distrutto Agrigento perché nessuno ha annunciato quanto stava per accadere?

Credo inoltre che sia arrivato il momento di ripensare il Cupa, liberandolo finalmente da qualunque dipendenza da Palermo(le tasse degli iscritti vanno integralmente nella casse della università palermitana) puntando a collaborazioni con  altre università italiane e perché no aprire le iscrizioni a corsi senza nessun pre esame per incentivare le iscrizioni.

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