AGRIGENTO – Estorceva soldi in nome di Cosa nostra: arrestato un parcheggiatore

I Carabinieri hanno arrestato, in flagranza di reato, Ignazio Natalello, 60 anni, di Agrigento, per estorsione a danno di alcuni negozi del quartiere commerciale del Villaggio Mosè. L’ indagato prima avrebbe inserito la colla nei lucchetti delle saracinesche dei negozi e poi l’indomani mattina avrebbe contattato il titolare pretendendo i soldi che, così come avrebbe asserito, sarebbero serviti per i mafiosi detenuti. I militari si sono appostati in occasione dell’ appuntamento con un commerciante taglieggiato, e hanno arrestato Ignazio Natalello all’ atto di intascare il denaro. Natalello, difeso dall’ avvocato Re, è recluso ai domiciliari.

GERLANDINO MESSINA DAL CARCERE:”NATALELLO NON CHIEDEVA SOLDI PER CONTO MIO”

“Natalello, solo per ciò che asserisce, merita la contestazione di millantato credito, poiché si tratta  di circostanza non supportata da riscontri oggettivi e  frutto della fantasia di una persona che merita di essere denunciata”. E’ quanto riferito dall’avvocato Salvatore Pennica per conto del suo assistito Gerlandino Messina, ex capo mafia della provincia di Agrigento, attualmente detenuto al regime del 41 bis.

 

L’ex boss latitante avrebbe, infatti, storto il naso stamani dopo aver saputo che Ignazio Natalello, 60enne agrigentino arrestato ieri sera dai carabinieri per estorsione, avrebbe chiesto denaro dicendo di essere una richiesta avanzata dallo stesso boss. “La vicenda – continua la nota del difensore di Gerlandino Messina – necessita di un chiarimento giornalistico corrispondente alla realtà dei fatti”.

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