AGRIGENTO – I 207 anni dell’Arma dei Carabinieri [VIDEO]

Alla caserma Biagio Pistone, sede del comando provinciale dell’Arma, è stato celebrato – seppur in forma ridotta, a causa della pandemia da Covid- 19 – il 207esimo annuale di fondazione del Corpo, istituito da re Vittorio Emanuele I. Una ricorrenza che viene celebrata il 5 giugno in occasione della rievocazione della prima medaglia d’oro concessa alla bandiera di guerra.

Forte e chiaro, ancora una volta, l’appello lanciato agli agrigentini: “Rivolgetevi alle stazioni dell’Arma e al numero unico di emergenza: il 112 – ha detto il colonnello Stingo -, segnalando ogni esigenza, comunicando, dialogando, parlando, così da consentirci di porre in essere misure tempestive e risolutive con il nostro intervento. Perché noi ‘possiamo aiutarvi'”. Perché, anche nell’Agrigentino, sono i “Carabinieri della gente” – come ha detto papa Francesco in occasione dei 200 anni dell’Arma – . “Cerchiamo di essere vicini ai problemi della popolazione, specialmente dei più deboli e di chi è in difficoltà. Cerchiamo – ha detto il colonnello Stingo, durante il suo intervento in occasione della cerimonia, – di dare forza e voce a chi non le ha mai avute, non le ha più o le ha perdute. Parliamo di mamme, di donne, di anziani, di giovani, di disabili, di vittime di violenza e di soprusi, di persone schiacciate dall’usura, dalle estorsioni, dalla mafia”. Gli 800 carabinieri della linea territoriale, dei reparti speciali e dei rinforzi dei reparti mobili hanno garantito – e continueranno a farlo – la sicurezza con pattuglie, vigilanze, attività specialistiche, ricevendo denunce, segnalazioni e fornendo assistenza e soccorso. “Non sono mancati i gesti di solidarietà dei ‘miei’ carabinieri che, con grande generosità, hanno offerto sostegno alle persone in difficoltà, soprattutto quelle anziane e sole, nonché scortando i vaccini che ci consentiranno di uscire dal medioevo pandemico”. Ricordato, durante la cerimonia, il motto “Nei secoli fedele”, ma anche – con la preghiera e il silenzio – i caduti che hanno onorato l’Arma Agrigentina: Dosio, Pini, Pistone, Di Dino, Cicero, Di Francisca, Palazzolo, Nastasi, Principato e Guazzelli.

L’encomio solenne di comando interregionale è stato concesso al tenente colonnello Luigi Di Santo , comandante del reparto Operativo del comando provinciale. Perché ” in un territorio caratterizzato da ​radicata presenza di criminalità organizzata, evidenziando elevatissima professionalità, non comune intuito investigativo ed esemplare abnegazione, coordinava, partecipandovi personalmente, prolungata e complessa indagine svolta unitamente al reparto speciale dell’Arma, nei confronti di una agguerrita e pericolosa locale di ‘Ndragheta, responsabile di associazione di tipo mafioso, estorsione e tentato omicidio. L’operazione si concludeva con l’esecuzione di 169 provvedimenti restrittivi e con il sequestro di beni e denaro per un valore complessivo di oltre 55 milioni di euro “. A consegnarlo – per l’attività svolta dal tenente colonnello Di Santo – su territorio nazionale ed estero fra il novembre 2006 e marzo 2012 – è stato il prefetto di Agrigento Maria Cocciufa.

Encomio semplice di comando interregionale concesso a: maresciallo maggiore Nicola Moretto, maresciallo ordinario Luciano Mazzariello, appuntanto scelto Giuseppe Gesmundo, appuntato scelto Diego Slim, carabiniere scelto Massimo Pedano .

Targa “Appuntato Allotta”. Il cavaliere di Gran Croce dell’ordine al merito della Repubblica italiana Gaetano Allotta, figlio di Benedetto, ha consegnato il riconoscimento – assegnato, ogni anno, su designazione del comandante provinciale di Agrigento – al luogotenente C. S. Giovanni Preite, addetto al nucleo Investigativo del reparto Operativo.

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