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AGRIGENTO – Il terremoto dopo il caso commissioni

3 consiglieri comunali, hanno rassegnato le dimissioni, sono Saieva, Amato e Messina, mentre Di Rosa lo farà giovedi prossimo in aula. Il Consiglio comunale, riunitosi, ieri sera, ha deciso:”Niente dimissioni di massa”.

E’ un vero terremoto politico quello che sta scuotendo nelle ultime ore il palazzo municipale di Agrigento. Tre consiglieri comunali si sono ufficialmente dimessi , Saieva , Amato e Messina, uno, ha deciso di farlo giovedi prossimo, si tratta del Vice Presidente del Consiglio, nonché consigliere e candidato a Sindaco alle prossime elezioni, Giuseppe Di Rosa. Il “caso delle commissioni d’oro” , finito a tiratura nazionale, grazie a Ballarò, l’inchiesta della Procura della Repubblica , e adesso, l’attenzione dell’assessore regionale agli enti locali Ettore Leotta, stanno creando un vero pandemonio in Consiglio e la riunione di giovedi prossimo si preannuncia interessante. Intanto, nel consiglio comunale di ieri sera, in 21 dicono “no” alle dimissioni. Infatti, in tarda serata si è tenuta una riunione rigorosamente a porte chiuse. Sul “tavolo”, oltre la possibilità o meno di partecipare domenica alla puntata dedicata al “Caso Agrigento”da parte della trasmissione L’Arena, anche un momento di chiarezza sulla volontà da parte dell’intera assise di agire con delle dimissioni di massa che possano fare decadere il Consiglio. La risposta è stata “no” in entrambi i casi, con il presidente Settembrino incaricato, nel diramare, nelle prossime ore, un comunicato stampa “urbi et orbi” con il quale si renderà nota una posizione ufficiale da parte dell’Aula rispetto alla scelta di non dimettersi. Obbligo del silenzio per i consiglieri fino a quel momento. Intanto, i potenziali  nuovi consiglieri comunali (ovvero i primi dei non eletti delle relative liste), ovvero Pietro Vitellaro e Renato Bruno (Udc) e Angelo La Rosa (Patto per il Territorio), non hanno preso ancora delle decisioni definitive. Il laboratorio Vallicaldi ha organizzato per martedi prossimo alle ore 17, una manifestazione cittadina per protestare pacificamente contro la gestione dei soldi pubblici e chiedere l’intervento dei partiti.

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