AGRIGENTO – Inchiesta “Nuova Cupola”, Appello bis: invocate 13 condanne

Inchiesta antimafia nell’agrigentino “Nuova Cupola”, a carico delle presunte cosche di Agrigento, Palma di Montechiaro, Favara, Porto Empedocle, Siculiana, Raffadali, Santa Elisabetta, Casteltermini e Sambuca di Sicilia. In occasione della requisitoria all’Appello bis la sostituto procuratore generale di Palermo, Rosalia Cammà, ha invocato la condanna dei 13 imputati rispediti al mittente dalla Corte di Cassazione. Per Leo Sutera, 67 anni, di Sambuca di Sicilia, presunto capo provincia di Cosa nostra agrigentina, 6 anni in continuazione e non 3 come in precedenza, gli si contesta l’aggravante del riciclaggio delle risorse economiche. Poi, ancora aggravamenti di pena: da 13 anni a 16 anni e 10 mesi di reclusione per Francesco Ribisi, 34 anni, di Palma di Montechiaro, e poi per il presunto braccio destro di Ribisi, Giovanni Tarallo, 31 anni, di Santa Elisabetta, da 13 anni e 3 mesi a 16 anni e 8 mesi. Poi, Pietro Capraro, di Agrigento, nato nel 1979, da 7 anni e 8 mesi a 9 anni e 4 mesi. Natale Bianchi nato a Palermo nel 1977 da 8 anni e 8 mesi a 10 anni e 4 mesi. Giuseppe Infantino di Agrigento da 11 anni a 13 anni. Luca Cosentino di Agrigento da 8 anni a 10 anni e 10 mesi. Gaspare Carapezza di Agrigento dall’assoluzione alla condanna a 4 anni. Antonino Gagliano, di Siculiana, nato nel 1972, da 6 anni e 6 mesi a 10 anni e 8 mesi. Maurizio Rizzo di Agrigento dall’assoluzione a 8 anni. Per Dario Giardina, di Agrigento, conferma della condanna subita al primo Appello a 6 anni e 4 mesi. E per Lucio Francesco Vazzano, nato a Ventimiglia di Sicilia in provincia di Palermo, altrettanto conferma a 4 anni.

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