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AGRIGENTO – La rabbia degli agricoltori, sit-in di protesta alla rotonda Giunone [FOTO][VIDEO]

Oggi, giovedì 1 febbraio, agricoltori, allevatori e consumatori, con i loro mezzi agricoli, provenienti soprattutto da Palma di Montechiaro, Licata, Naro, Camastra, Racalmuto, Cammarata e Canicattì si sono radunati alla rotonda di Giunone di Agrigento. 

Non si placa la protesta degli agricoltori, che ormai dilaga in tutta Europa, anche nell’Agrigentino, contro l’aumento del costo delle materie prime e le politiche fiscali. Giovedì scorso ad Agrigento, davanti la Prefettura, si è svolto un sit in. Oggi, giovedì 1 febbraio, agricoltori, allevatori e consumatori, con i loro mezzi agricoli, provenienti soprattutto da Palma di Montechiaro, Licata, Naro, Camastra, Racalmuto, Cammarata e Canicattì si sono radunati alla rotonda di Giunone di Agrigento. 

Un corteo di trattori, circa 50, è partito da Licata, sfilando lungo la strada statale 115, raggiungendo la Mosella, all’ingresso per il Villaggio Mosè, fino alla rotatoria di Giunone. Gli agricoltori, stanno protestando contro misure pensate per rendere maggiormente sostenibile il settore agroalimentare, ad esempio imponendo la sospensione delle attività per permettere al terreno di riposare. Gli agricoltori chiedono più tutela del Made in Italy, e si oppongono all’aumento del prezzo del gasolio. A presidiare il corteo, proprio sotto il tempio di Giunone, la polizia di Stato.

Il prefetto di Agrigento, Filippo Romano, ha scritto al ministero delle imprese e del made in Italy, richiamando l’attenzione sull’imposizione di controllo sui prodotti esteri, l’equità di prezzo tra i prodotti naturali e quelli sintetici, senza che vi sia un ribassamento del costo di cibi realizzati in laboratorio per renderli maggiormente appetibili sul mercato, l’abolizione dell’Irpef per i coltivatori diretti e l’abolizione delle accise sul carburante agricolo.

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