AGRIGENTO – Oggi gli interrogatori dei 3 arrestati per cocaina

Saranno interrogati oggi pomeriggio dal gip del Tribunale di Agrigento gli arrestati dalla Mobile di Agrigento, Antonino Mangione, 35enne di Raffadali, Roberto Lampasona, 38enne di Santa Elisabetta, e Vincenzo Politanò, 64enne di Melicuccà (Reggio Calabria), fermati mentre viaggiavano su due vetture. Su una di esse gli agenti hanno trovato poco più di un chilo di cocaina diviso in due involucri. Una quarta persona, F.F.R., donna 31enne che viaggiava in auto con Politanò, è stata invece denunciata a piede libero.  L’inchiesta si è sviluppata con un pedinamento delle vetture che provenivano dalla Calabria. L’interrogatorio è previsto per le 15.00 e a condurlo sarà il giudice per le indagini preliminari Alessandra Vella. Tutti gli arrestati sono accusati di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini dello spaccio.

E’ stata un’indagine quella della Squadra mobile di Agrigento, guidata da Giovanni Minardi, delicata, ricca di difficoltà e nello stesso tempo fruttuosa quella della Squadra mobile di Agrigento.

Vecchie conosce degli investigatori i tre uomini, tutti coinvolti in gravi vicende giudiziarie. La svolta si è avuta di nottee, poco dopo l’una quando i telefonini di Lampasona e Mangione risultavano agganciati alla stessa cella telefonica in territorio di Palmi, in Calabria.

Da quel momento i due uomini che viaggiavano insieme a una donna, di 31 anni, compagna di Mangione (denunciata a piede libero) non sono stati persi di vista sino in Sicilia. Nei pressi di Caltanissetta l’autovettura con i tre agrigentini a bordo è stata affiancata dall’autovettura di Politanò per poi continuare il viaggio, apparentemente separati sino al primo bivio per Canicattì dove tutti sono stati fermati.

La perquisizione della vettura sulla quale viaggiavano Lampasona, Mangione e  la donna 31 enne, dava esito negativo per stupefacenti; sulla Fiat Punto, condotta da Politanò, venivano rinvenuti, occultati nel vano bagagli, due confezioni sigillate contenente cocaina, per oltre un chilo e 100 grammi. Da lì gli arresti e l’indagine, ancora non conclusa, coordinata dal procuratore della Repubblica di Agrigento, Renato Di Natale, dal procuratore della Repubblica aggiunto, Ignazio Fonzo, e dai sostituti Andrea Maggioni e Salvatore Vella.

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