AGRIGENTO – Omicidio Mattina: chiesto dissequestro del magazzino, dentro una decina di auto

Il proprietario del magazzino dove fu ucciso Giuseppe Mattina, il meccanico di 41 anni, trovato cadavere lo scorso maggio in un locale di contrada San Benedetto, ad Agrigento, chiede il dissequestro dello stesso, al quale la magistratura, per via delle indagini effettuate, mise i sigilli subito dopo il ritrovamento del corpo. Nel magazzino vi sarebbero una decina di autovetture custodite all’interno e che avrebbero dovuto far parte del parco macchine di quella che sarebbe dovuta diventare un officina-autorivendita, auto che la moglie dell’uomo ucciso chiede di recuperare.

“Voleva i soldi da me, perchè mi accusava di essersi esposto pesantemente per avviare l’attività di rivendita di macchine. Gli ho detto, venerdì, che non non avevo denaro e di rivederci il lunedì successivo, ma mi ha minacciato, ha minacciato mia moglie e mia figli e si è scagliato contro di me. A quel punto ho afferrato la prima cosa che ho trovato, un coltello che da cucina, e l’ho colpito”. Questo il racconto, nei particolari, di Giovanni Riggio, il 27enne palermitano, reo confesso dell’omicidio del meccanico.

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