AGRIGENTO – Passa dai domiciliari al carcere la donna che ha tentato di gettare la figlia nella fogna

La donna di 43 anni di Mazzarino (Caltanissetta) che domenica scorsa ha tentato di gettare la figlia di 10 mesi in un pozzo della condotta fognaria, dagli arresti domiciliari, a Riesi, finisce nel carcere di Agrigento. L’ha disposto il gip del tribunale di Gela, Veronica Vaccaro, al termine dell’udienza di convalida dell’arresto. Il giudice ha così accolto la richiesta del pm, in quanto ci sarebbe il rischio di reiterazione del reato e, inoltre, potrebbe tentare di uccidere l’amante o il marito. Il legale della donna, l’avvocato Vincenzo Vitello, ha già annunciato che ricorrerà al Riesame.

Intanto, seppur in stato confusionale, la casalinga rispondendo alle domande del Gip, ha detto che non era sua intenzione uccidere la figlioletta, nata da una relazione extraconiugale con un operaio di 47 anni. Ha aggiunto di essersi allontanata quel pomeriggio dall’abitazione del suo compagno, al termine dell’ennesima lite, e di essere poi stata inseguita da lui. Madre anche di un ragazzo di 17 anni, dopo aver abbandonato il tetto coniugale ed essere andata a vivere con l’amante, prima di ritrovarsi di nuovo sola, quella domenica pomeriggio avrebbe anche chiesto ospitalità al convento dei Padri Cappuccini, ma senza esito.

La donna ha negato che quando è stata trovata dal compagno vicino al pozzetto di acque reflue stesse tentando di gettare giù la piccola, sostenendo che le stava dando da mangiare degli omogeneizzati. La donna, nel respingere ogni accusa, ha spiegato di aver rimosso dalla mente ogni istante di quella terribile vicenda. Il suo legale si è riservato di chiedere una perizia psichiatrica e di acquisire, in sede di incidente probatorio, la testimonianza oculare del padre naturale della piccola. La casalinga è chiamata a rispondere di tentato omicidio. Subito dopo il suo arresto, la piccola è stata trasferita in una comunità per minori, in provincia di Caltanissetta.

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