AGRIGENTO – Processo “cricca di Lampedusa”, il Pm chiede 20 condanne

“Il più alto in grado era senza dubbio il sindaco di Lampedusa Bernardino De Rubeis ma in realtà a dirigere l’organizzazione a delinquere, che ha agito incontrollata dal 2008 al 2012, era l’ingegnere Giuseppe Gabriele, messo dal primo a dirigere l’Utc. In seconda battuta c’era l’architetto Gioacchino Giancone, responsabile dello Sportello
delle attività produttive. Avevano conti correnti e carte di credito in comune, le intercettazioni ce lo confermano chiaramente”.

La pena più alta proposta dal procuratore aggiunto Salvatore Vella è proprio per Gabriele, 57 anni, dipendente dell’Utc di Ravanusa (imputato per assenteismo in un processo a parte), ritenuto il vero capo dell’associazione “che usava il Comune per atti pubblici e delibere, finalizzate a fare investimenti illeciti attraverso società fantasma e
spartiva lavori pubblici in cambio di tangenti”. Diciassette anni di reclusione è le pena proposta. Quindici anni per Giancone e dodici anni per De Rubeis, ritenuto dal pm una sorta di “strumento” nelle mani di Gabriele e Giancone “che facevano speculazioni per centinaia di migliaia di euro, comprando terreni con società intestate a prestanome, e
realizzando strutture di grande valore, usando il sindaco in cambio di camicie o poche migliaia di euro”.

La “cassaforte” dell’associazione, secondo il pm, sarebbe stata la “LabProject”, una società di progettazione in cui il “regista occulto” sarebbe stato Giancone.

Il pm ha chiesto la condanna di tutti i ventitrè imputati. Otto anni di reclusione sono stati chiesti per il funzionario dell’Ufficio tecnico Giovanni Sorrentino, quattro anni per il collega Pietro Gelo; 7 anni per Alberto La Carrubba, architetto di Canicattì, all’epoca componente della commissione edilizia; 4 anni per Carmelo D’Agostino, imprenditore; 2 anni per Francesco Cucina, 47 anni, isolano ritenuto “l’addetto alla raccolta delle tangenti”. A loro il pm contesta il vincolo associativo.

Queste le richieste per gli altri quindici imputati, imprenditori o titolari di concessioni ai quali si contestano irregolarità, truffe o corruttele legate ad alcune pratiche edilizie o lavori pubblici: Leonardo Pellegrini, Francesco Salamone, Vincenzo Marco Fogliani (4 anni), Carmen Vego (3 anni); Carmelo Ardizzone, Maria Rosa Bonadonna,
Giuseppe Bonadonna, Maria Giardina, Andrea Nicola Policardo e Salvatore Cucina (un anno); Antonio Arnone (2 anni); Franco Algeri, Maria Pezzotta, Raffaella Danile (10 mesi), Carmelo Pullara (2 anni e 6 mesi).

La requisitoria, tecnicamente, andrà ripetuta perchè, come sottolineato dal difensore di De Rubeis, l’avvocato Silvio Miceli, la contestazione della recidiva è avvenuta tardivamente. L’ex sindaco, che ieri è rimasto in carcere (detenuto per una precedente condanna), dovrà ricevere una nuova notifica e poi, il 5 luglio, Vella ripeterà per la forma la
conclusioni ai giudici della seconda sezione penale presieduta da Giuseppe Miceli.

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