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AGRIGENTO – Rifiuti, avviate procedure di licenziamento collettivo per i netturbini

La vertenza rifiuti, ad Agrigento e negli altri 18 Comuni dell’Ato Gesa Ag2, almeno per il momento, non si sblocca. Gli operatori ecologici reclamano il pagamento tutto e subito degli arretrati e pertanto rimangono fermi sulle loro posizioni. Oggi hanno scioperato per il terzo giorno consecutivo, lunedi’ e martedi’, invece l’interruzione del servizio di raccolta dei rifiuti era stato concordato. “Ho cercato di spiegare e mediare – ha detto l’amministratore delegato dell’Iseda Giancarlo Alongi, anche nella qualita’ di capogruppo del raggruppamento delle imprese – ma l’opera di convinzione non mi ha portato da nessuna parte. Ci sono posizioni di credito diversificate fra i netturbini. Lo scorso settembre, quando si registro’ l’ennesima emergenza, tutti hanno ricevuto degli acconti sugli arretrati quindi adesso ci ritroviamo con netturbini che sono fermi a luglio coi pagamenti e con altri che invece  sono un po’ piu’ avanti. L’idea era di riallineare le loro posizioni, ma anche chi vanta poche mensilita’ vuole essere pagato fino ad ottobre”. L’attenzione ora è concentrata a Palermo, dove è in programma una riunione fra il soggetto attuatore per l’emergenza rifiuti Maurizio Norrito, il commissario liquidatore di Ato Gesa Ag2 Teresa Restivo e i rappresentanti delle imprese dell’Ati.

Intanto il direttore del servizio di Igiene Ambiente dell’Asp di Agrigento, Vittorio Spoto, ha nuovamente sollecitato gli enti interessati alla raccolta dei rifiuti ad adoperarsi immediatamente. “E’ stato effettuato un controllo – scrive Spoto – ed e’ emerso che la raccolta non avviene da circa 9 giorni. Tale situazione determina un grave inconveniente igienico sanitario e costituisce pericolo per la salute pubblica, ragione per cui occorre ripristinare immediatamente la raccolta dei rifiuti a salvaguardia della salute pubblica”.

Il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, ha disposto, per domani, la chiusura di tutte le scuole, di ogni ordine e grado. Zambuto si e’ inoltre riservato di firmare provvedimenti analoghi per i giorni successivi, se l’emergenza rifiuti dovesse proseguire. La mancata raccolta della spazzatura provocherebbe,infatti, un grave inconveniente igienico-sanitario, che costituisce pericolo per la salute pubblica, come evidenziato dal dipartimento prevenzione dell’Asp. Visto che nei pressi degli ingressi delle scuole vi sono montagne di rifiuti, il primo cittadino non ha avuto altra scelta che chiudere le scuole.

Dunque, il futuro per circa 400 netturbini si fa con il passare delle ore sempre più drammatico. E’ previsto, infatti, nel pomeriggio di oggi nella sede di Iseda, l’incontro tra i vertici della azienda, che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti nei 19 comuni dell’Ato Gesa Ag2, e i sindacati per avviare le procedure di licenziamento collettivo dei lavoratori così come previsto ai sensi della legge 231 del 1991. Complessivamente sono 155 gli operatori ecologici di Iseda, che dalla prossima settimana rischiano di restare a casa. Nelle prossime ore stessa sorte toccherà ai 250 lavoratori delle altre quattro ditte, che fanno parte insieme all’Iseda del Raggruppamento di Imprese, che gestisce il servizio della raccolta dei rifiuti nei 19 Comuni della provincia di Agrigento.

 

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