AGRIGENTO – Tentata estorsione, arrestati Massimino e Militello [Vd Tg]

La Direzione investigativa antimafia e la Direzione distrettuale antimafia di Palermo hanno arrestato Antonio Massimino , 48 anni, e Liborio Militello, 49 anni, entrambi di Agrigento, indagati di 3 ipotesi di tentata estorsione a danno di un imprenditore edile agrigentino impegnato nella costruzione di una palazzina in città. Le pretese estorsive, tra richieste di denaro e assunzione di personale, sarebbero state rivolte nel cantiere edile e negli uffici dell’impresa interessata. Massimino è stato già condannato per associazione mafiosa nell’ ambito delle inchieste antimafia “Akragas” e “San Calogero”, ed è sottoposto a misure di prevenzione e sorveglianza. Liborio Militello è ritenuto un uomo di fiducia dello stesso Massimino.

Stava tentando di scappare, lasciare Agrigento e andare all’estero, probabilmente in Germania insieme alla famiglia.

E stava tentando di vendere tutto ciò che era nella sua disponibilità attraverso la ditta “Syrydrynk Srl unipersonale”, con  sede  legale  ad  Agrigento  in Viale  Monserrato l4,  esercente  l’attività  di  commercio al minuto al posto fisso di bevande.

Antonio Massimino, 48 anni, commerciante ma soprattutto ritenuto dagli investigatori il nuovo boss della mafia di Agrigento, fermato la notte scorsa dal personale della Direzione investigativa antimafia di Agrigento guidato da Roberto Cilona, aveva ricevuto una soffiata lo scorso 4 novembre.

E da quel momento è cominciata la sua forsennata corsa verso la fuga all’estero perché temeva di essere catturato.

E probabilmente aveva anche ragione tenuto conto che il fermo  – disposto in fretta e in furia  dal procuratore aggiunto Maurizio Scalia, e dai pm Claudio Camilleri e Alessia Sinatra della distrettuale antimafia di Palermo, – ha dimostrato che da tempo Massimino era sotto osservazione ed intercettato e legittima l’ipotesi di una inchiesta ben più consistente rispetto a questa per estorsione che ha portato in carcere il preteso reggente della famiglia mafiosa di Agrigento – Villaseta.

Dunque, gli investigatori hanno dovuto accelerare ogni attività e renderla praticamente nota all’esterno pur di non far fuggire all’estero Massimino il quale nel corso di una telefonata alla moglie intercettata lo scorso quattro novembre le chiede, anzi ordina, di preparare armi e bagagli e tenersi pronta per una immediata partenza verso la Germania (o Belgio).

Ecco svelate le ragioni del fermo di Massimino (e Militello) che lascia presagire una ben più corposa operazione di Polizia peraltro “soffiata” al pluripregiudicato agrigentino che certamente ha originato parallela ed altra inchiesta per scoprire l’identità della talpa.

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