AGRIGENTO – Una storia che accade a Monserrato [FOTO]

Non è  una bella notizia nè umana, nè  civile apprendere, fra tutte le altre cose che caratterizzano la vicenda di questa cooperativa di Monserrato, che il camion che tutte le mattine o quasi alle sei e mezza si inerpica su per la “trazzera” (privata e senza traffico) che costeggia le case e conduce ad una cava lì vicino, suoni “insistentemente” le trombe arrecando disturbi enormi ad alcune famiglie. Si da il caso, per esempio, (e può darsi che il camionista non lo sappia) che proprio lì abitino tre ragazzi con gravi handicap: uno autistico, l’altro psicolabile e il terzo affetto da un tumore che gli impedisce di parlare. Una coincidenza catastrofica che sconvolge il clima familiare e che interessa certamente assistenti sociali ma anche qualche coscienzioso vigile urbano che insegni le buone maniere. Che poi la cava dove è diretto il camion sia in alterco legale con la cooperativa in questione, sia chiaro, questa è un’altra storia che vi andiamo a raccontare.

La storia che sta vivendo questa cooperativa  -ci dicono il presidente e i soci che siamo andati a trovare -poteva realizzarsi solo nel territorio di Pirandello. La Cooperativa edilizia è “La Villetta” e, voleva concretizzare il sogno di 30 famiglie: un alloggio.

Nasce nel lontano 1987, seguendo il naturale iter burocratico. Riesce ad avere le normali autorizzazioni, nonchè i finanziamenti, intorno al 1994. I Soci, vista la indisponibilità  in quel periodo di acquisizione di aree edificabili da parte degli organi competenti, ha avuto la possibilità  di acquistare un’area da un piano particolareggiato approvato dal Comune di Agrigento, al fine di evitare la perdita del finanziamento ottenuto: ha acquistato, quindi, un lotto di terreno destinato esclusivamente ad edilizia economica popolare. La Cooperativa si è affidata a tecnici, per curare l’aspetto progettuale, nonchè esecutivo con la Direzione dei lavori.

Questi al fine di evitare che, il Presidente nonchè il Consiglio di Amministrazione per incompetenza, commettessero degli errori. L’Atto di acquisto del terreno stipulato tramite l’avallo di un Notaio, risultava libero da vincoli, servitù e vizi in genere. Avviata, quindi, la fase progettuale, si chiedeva al Comune di Agrigento e per suo tramite l’Ufficio Tecnico, nonchè al Genio Civile, le normali autorizzazioni per poter dare inizio al programma costruttivo. Dette autorizzazioni venivano regolarmente concesse senza nessun accenno ad eventuali richieste di variazioni. Ottenuti i permessi e le autorizzazioni necessarie, nel 2002 hanno avuto inizio i lavori costruttivi. Purtroppo si sono manifestate delle anomalie sia all’esterno, per quanto concerne le opere di urbanizzazione secondarie, sia perchè le due palazzine, hanno subito delle non indifferenti lesioni interne ed esterne. Inoltre, contrariamente a quanto scritto e letto nell’atto di acquisto del terreno, durante la costruzione delle palazzine, si veniva a reclamare un diritto di passaggio, da noi totalmente sconosciuto, su una strada confinante col territorio tra Agrigento e Porto Empedocle.

Coinvolto il Tribunale di Agrigento, una prima causa dà  ragione alla Cooperativa, successivamente, a seguito di una loro opposizione succede che per tramite del Ctu nominato, hanno fatto in modo che si proseguisse la realizzazione della Palazzina denominata  al civico 5, ricorrendo ad un lieve spostamento della stessa al fine di garantire il margine necessario di distanza da altri confini, dove, per altro, lo stesso Ctu affermava al Giudice di competenza, che sarebbe bastato uno specchio ed un guard rail al fine di assicurare sia la visuale ch la sicurezza, atto risolutivo del problema causato dalla palazzina denominata A.

Il Giudice, pur condividendo le osservazioni del proprio Ctu formalmente nominato, sentenziava “il ripristino dei luoghi”. Nell’udienza successiva, la controparte avanzava, tra le altre cose la somma di 150.000,00  circa, per rinunziare all’eventuale abbattimento della palazzina denominata A. La Cooperativa, a tale richiesta ritenuta fortemente eccessiva, proponeva una somma di 25.000,00  o, in alternativa, l’ampliamento del raggio di curvatura, con l’eventuale acquisto e/o acquisizione di altro terreno necessario, così come si evince dalla variante di progetto regolarmente presentato agli organi competenti.

Come si può arguire l” anomala situazione ha arrecato un comprensibile danno ai soci che si chiedono preoccupati come mai tecnici ed impresa, Comune e Genio Civile, nonchè gli aventi diritto alla servitù, non hanno provveduto all’inizio delle costruzioni a far bloccare i lavori o le autorizzazioni, invece di aspettare la definizione delle palazzine costringendoci ad uno stato di frustrazione psicologica? Di chi è la colpa? Allo stato attuale appare una sola verità , quella di far ricadere, solo ed esclusivamente, quale unici ed esclusivi responsabili i soci di questa cooperativa.

Ingiustamente. Come se tutto questo non bastasse, la piazzetta don Puglisi cui fanno corona le case della cooperativa, ha subito un abbassamento del manto stradale di oltre mezzo metro, lasciando supporre qualche problema strutturale interno alle case. In ballo ci sono enormi sacrifici, al fine di poter realizzare il sogno abitativo con l’avallo Regionale e dopo aver assolto tutti gli obblighi previsti, mutuo compreso, adesso arriva anche la beffa.

Oggi la cooperativa ha improvvisato una conferenza stampa sulla piazzetta e ha chiesto a tutti gli organi competenti operativi, tecnici, nonchè giuridici, divolerci aiutare alla risoluzione di questo annoso problema, al fine di potere mantenere il proprio sogno di una vita.

FONTE: GRANDANGOLO.IT

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