AKRAGAS – Si è dimesso il presidente Silvio Alessi

Il presidente dell’Akragas, Silvio Alessi, si è dimesso. Lo ha comunicato oggi pomeriggio nel corso di un’apposita conferenza stampa.

Conferenza stampa fiume per Silvio Alessi che si è dimesso quest’oggi da presidente dell’Akragas. Tanti i punti trattati dall’ormai ex numero uno biancazzurro, iniziando dalle trattative con gli iraniani: “Volevo fare un minimo di chiarezza su quelle che sono state le ultime vicissitudini societarie, per ultima quella con la holding iraniana venuta ad Agrigento. Una nostra delegazione, con all’interno l’avvocato Caponnetto, è andata fino a Teheran per capire se c’era interesse in questa cessione. Con la prima cordata non era andata a buon fine, poi sono spuntati altri imprenditori che volevano rilevare il club. Il problema, però, è nato dall’attuale situazione dell’Iran che non permette di operare in maniera veloce dal punto di vista economico. Ci sono dei tempi molto lunghi per definire l’operazione, si parla almeno di un mese, un mese e mezzo, un lasso di tempo troppo grande per continuare a portare sulle mie spalle questa situazione. Da qui le dimissioni”. Alessi ha spiegato anche alla squadra la situazione: “In maniera leale e onesta ho detto ai ragazzi e al mister la realtà dei fatti, spiegandogli che non li tratterremo ad Agrigento se avranno un futuro migliore. Diversi di loro mi hanno detto che non vogliono abbandonare la barca ma sono stato molto chiaro con loro perché stanno soffrendo più di tutti per questa situazione societaria. Ho comunicato la cosa anche ad alcuni tifosi in un incontro animato e lo sto ribadendo anche a voi. Ho promesso ai ragazzi e alla città che farò l’ultimo sforzo economico per poter disputare la partita di domenica. Se da lunedì in poi non ci saranno nuove situazioni, valuteremo insieme ai commercialisti e ai legali il da farsi. Onestamente non vedo una prospettiva molto rosea”. Tre le possibili soluzioni: “O il fallimento, o l’ingresso dei nuovi investitori iraniani che però non potrà avvenire prima di una certa data, ammesso che lo vogliano ancora, o un taglio netto al budget, con una squadra imbottita di giovani. In quest’ultimo caso ho proposto l’ingresso nel CdA di un rappresentante dei tifosi per fare le cose con la massima trasparenza: in questo caso si sarebbe ottenuta probabilmente la retrocessione ma il prossimo anno si sarebbe ripartiti con un titolo pulito e senza debiti in Serie D. Ci è stato detto di no perché i tifosi non vogliono essere umiliati da una squadra di ragazzini e hanno paura che la società possa mettere le mani nella cassa. Ho provato a spiegare ai tifosi, carte alla mano, che Silvio Alessi non ha mai rubato all’Akragas ma, al contrario, ha messo denari di tasca sua per l’Akragas. Allora si vada al fallimento se gli iraniani non rileveranno la squadra. Attenzione, però: non sto dando ai tifosi la colpa dell’attuale situazione”. Sugli errori del passato: “Ce l’ho messa tutta per cercare di salvare il calcio ad Agrigento, dopo aver portato la società dall’Eccellenza alla Serie C. La realtà è che avrei dovuto chiudere già da tempo con l’Akragas. Ho fatto l’errore di aver garantito la fidejussione in estate: speravo che qualcuno entrasse in società viste le decine di appelli fatti. Non è stato così. Per una questione personale ho pagato gli stipendi di dicembre ai giocatori. Pago lo scotto di chi ha amministrato in questi anni. Se prima dell’ingresso di Giavarini l’esposizione debitoria era in un certo senso, successivamente ce n’è stata un’altra”

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