ALCAMO – Agguato in via Ruisi nella notte, 34enne sparato al petto

Qualcuno lo aspettava, aveva un appuntamento. E lui si è presentato ma non si sarebbe mai aspettato di ritrovarsi puntata contro, a pochi metri, un’arma da fuoco. E’ partito un colpo ed è stato preso in pieno petto. Ora lotta tra la vita e la morte l’alcamese Enrico Coraci, 34 anni, già conosciuto alle forze dell’ordine. Questa notte è stato vittima di un vero e proprio agguato, secondo le prime risultanze investigative. Si è presentato in via Ruisi, traversa di via Padre Pino Puglisi che sbocca sul viale Italia, intorno alle 3 di notte. Evidentemente aveva appuntamento con qualcuno, resta da capire il perché proprio in quella zona e con chi. Il 34enne alcamese mai si sarebbe aspettato quell’epilogo. Dai primi riscontri pare che gli sia stato teso un vero e proprio agguato; forse con la persona che doveva incontrare, o forse anche più di una (questo è un aspetto al vaglio delle indagini), la discussione è degenerata. Sta di fatto che chi gli ha fissato quell’appuntamento si è presentato armato e quindi aveva in qualche modo programmato questa possibile spedizione punitiva. E’ partito un solo colpo da un’arma non ancora identificata: l’unica cosa certa è che ad essere stato sparato è un proiettile calibro 12, il cui bossolo è stato ritrovato a terra. Un enorme boato ha svegliato i tanti residenti della popolosa via Ruisi che hanno visto Enrico Coraci riverso per terra in una pozza di sangue. Immediatamente è stato lanciato l’allarme al 118, poi ai carabinieri. Il giovane è stato trasportato all’ospedale Civico di Palermo dove è stato sottoposto ad un delicatissimo intervento chirurgico. Le sue condizioni sono disperate: il petto è stato letteralmente dilaniato dallo sparo e sono stati intaccati anche alcuni organi vitali. Sul posto questa mattina è intervenuto il raggruppamento del Sis dei carabinieri di Trapani, la sezione investigazioni scientifiche. Ha letteralmente passato al setaccio la zona dove è avvenuto lo sparo. Ad essere rivoltata come un calzino l’auto con cui Coraci si è presentato all’appuntamento, una Renault Scenic, da cui era sceso per incontrare la persona o le persone con cui aveva l’appuntamento. Qui i carabinieri hanno raccolto una serie di reperti su cui c’è però il massimo riserbo. Per il momento gli inquirenti stanno lavorando a 360 gradi anche se per le modalità con cui si è consumato l’episodio si pensa a qualche regolamento di conti nell’ambito della piccola criminalità. Le prime ipotesi, tutte comunque ancora da confermare, portano a pensare al mondo dello spaccio di droga. Magari Coraci avrà avuto qualche contrasto con qualcuno che orbita in questo ambiente e si volevano chiarire le cose ma poi la situazione è degenerata. Restano però al vaglio anche tante altre ipotesi, nulla al momento viene tralasciato dai carabinieri che stanno scavando nella vita privata dell’uomo che non risulta avere un impiego stabile.

FONTE: ALPAUNO

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