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All’Ars la manovrina di 414 milioni

Ammonta a poco più di 414,6 milioni di euro la manovrina per le variazioni di bilancio in discussione all’Ars. Per la quota maggiore, circa 134 mln di euro, si tratta di tagli di alcuni capitoli di bilancio e il finanziamento di altri, mentre 250 mln è il budget per la sanità, in questo caso le risorse erano già state accantonate e vengono destinate al fondo sanitario dopo la recente sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittimo l’uso fatto in passato dalla Regione del Fondo per coprire le rate del mutuo contratto per sanare il debito sanitario. Nella manovrina il governo ha stanziato nuove risorse per 30 milioni di euro, si tratta di una quota del tesoretto prodotto dalle maggiori entrate erariali, soprattutto dagli importi incassati per le tasse automobilistiche.

Il contributo ai comuni di 48 milioni, quello ai Liberi consorzi per 4 milioni, i 28,6 milioni per il fondo destinato alla contrattazione economica biennale di regionali, 44 milioni al fondo rischi contenzioso per spese legali rispondendo così alle osservazioni della Corte dei Conti sono i quattro cardini della manovrina citati dall’assessore regionale all’Economia, Marco Falcone, che è intervenuto all’Ars durante la discussione generale del testo.   «La Corte dei Conti non è un avversario del governo», ha detto Falcone replicando ai deputati delle opposizioni che nella discussione generale hanno stigmatizzato le parole del governatore Renato Schifani dopo la mancata parifica del rendiconto della Regione per il 2020.

Chiudendo la discussione generale  il vice presidente vicario dell’Ars, Nuccio di Paola, ha aggiornato la seduta d’aula a domani alle 11 con all’ordine del giorno l’esame del disegno di legge. Oggi alle 18 scade il termine per gli emendamenti.

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