ARS – Come aggirare la spending review il portaborse diventa colf

Lavorare a fianco di un deputato dell’Assemblea regionale per 40 ore settimanali guadagnando 4,8 euro lorde all’ora, pari a 33,6 euro per una giornata di lavoro di sette ore, compreso il sabato (ma a 24 euro lorde per 5 ore). Ecco quanto guadagna uno dei due portaborse assunti lo scorso 30 dicembre dal deputato dell’Udc, Alice Anselmo, che ha reso noti i contratti su richiesta del presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone (Udc) che l’ha contattata dopo avere appreso che alcuni parlamentari avrebbero inquadrato i propri collaboratori applicando il contratto delle colf.

E’ questa l’ultima trovata alcuni di deputati regionali dell’Ars. Una figura inedita, che ha già scatenato qualche polemica, col governatore Rosario Crocetta che parla di “cattivo gusto”, mentre per il presidente dell’Assemblea, Giovanni Ardizzone, “sarebbe assurdo e ridicolo”. A innescare il fenomeno è stata la norma che ha ridotto i budget per i collaboratori amministrativi ma ha previsto un regime transitorio, fino al 2017, per i contratti vigenti al 31 dicembre 2013. Così per evitare di perdere 3.180 euro di contributo da parte dell’Assemblea e pagare di tasca propria, alcuni deputati hanno assunto nel giro di pochi giorni i collaboratori, garantendosi in questo modo il benefit per altri tre anni. E tra questi c’è chi ha pensato di inquadrare il proprio portaborse come colf.

Nella lettera d’assunzione si legge contratto di “prestatori lavoro domestico”. Per un mese di lavoro il portaborse guadagnerà 780 euro al lordo, per la mansione di addetto alla segreteria, in compenso il contratto è a tempo indeterminato. Migliore il trattamento riservato al secondo portaborse: 1.660 euro lorde al mese, sempre per 40 ore settimanali, dal lunedì al sabato e sempre con contratto a tempo indeterminato. Per i due portaborse, il deputato, come gli altri colleghi parlamentari con collaboratori assunti, riceverà il corrispettivo contributo dall’Assemblea a copertura della spesa dei contratti.

Ma per la Fisascat-Cisl si tratterebbe di contratti illegittimi. “Se uno di questi collaboratori assunti come colf venisse da noi apriremmo subito una pratica per l’ispettorato del Lavoro: il contratto non prevede alcuna figura amministrativa; anche l’Inps avrebbe qualcosa da ridire sul versante dei contributi”, fa sapere il sindacato.

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