ARS – Presidenza taglia 4,1 mln

L’ufficio di presidenza dell’Assemblea regionale siciliana, riunito stamattina da Francesco Cascio (Pdl), ha deliberato tagli immediati per 4,1 milioni all’anno, per un totale di 20,4 milioni per l’intera legislatura.

RIDOTTE DEL 30% INDENNITA’ DI CARICA. Il Consiglio ha ridotto del 30 per cento l’indennità di carica per il presidente dell’Ars, i vice presidenti, i deputati-questori, i deputati-segretari, i presidenti di commissione. Per via della riduzione, il presidente dell’Assemblea riceverà 3.700 euro in meno (da 7.700 a 4 mila euro lordi).

TAGLIATI I RIMBORSI PER SPESE DI VIAGGIO, TELEFONICHE E POSTALI. Tagliati per intero i rimborsi forfettari per le spese di viaggio, che costavano 10 mila euro all’anno per singolo deputato. L’indennità di trasporto, cioè i rimborsi forfettari per i deputati che si recano all’Ars, è stata diminuità del 50 per cento sia per chi raggiunge Palermo (dove ha sede Palazzo dei Normanni) dalle altre province, sia per chi vive nel capoluogo.

“Abbiamo discusso se tagliare del tutto questa voce – ha spiegato Cascio in conferenza stampa – ma alla fine abbiamo optato per la riduzione del 50 per cento, sarebbe stato una ingiustizia per i deputati che non vivono a Palermo”. Per i “portaborse” i deputati riceveranno 1.000 euro in meno al mese: il contributo passerà da 4.100 a 3.100 euro.

Tagliati del tutto i rimborsi per le spese telefoniche e per quelle postali. Meno trasferimenti anche ai gruppi: ogni singolo deputato non riceverà più 3.750 euro ma 3 mila euro al mese. I tagli sono stati deliberati dal Consiglio di presidenza all’unanimità.

DECURTATI I FONDI AI GRUPPI PARLAMENTARI
. E sull’onda del caso Fiorito, l’Ars stamattina ha tagliato anche i fondi assegnati ai gruppi parlamentari. Il taglio comporterà un risparmio per le casse del Parlamento di 650 mila euro all’anno. Il contributo viene assegnato a ogni singolo deputato (sono 90): dalla somma si evince quanto riceve il gruppo. D’ora in poi il parlamentare riceverà come contributo di 3.200 euro al mese, non più 3.750 euro. In totale ai gruppi andranno 3,4 milioni di euro, anzichè 4,05 milioni. I fondi vengono gestiti in maniera autonoma dai gruppi parlamentari, che sono associazioni di diritto privato. La Presidenza dell’Ars non ha poteri d’intervento sulle modalità con cui questi fondi pubblici vengono utilizzati dai partiti.

SPESE PER I PORTABORSE SARANNO CERTIFICATE
. D’ora in avanti le spese per i ‘portaborse’ dei gruppi parlamentari dell’Assemblea siciliana, che prima del taglio di oggi (1,08 milioni) ammontavano a 4,5 milioni di euro all’anno, dovranno essere certificate. Ma non dalla Corte dei Conti (non è previsto dallo Statuto autonomistico) bensì da società specializzate. Dallo scorso marzo i gruppi avevano l’obbligo di certificare solo la metà dei contributi ricevuti dall’Assemblea per i portaborse.

CASCIO SUI FONDI RISERVATI: “POSSO GIUSTIFICARE OGNI SPESA”
. “Nessuno mette i soldi in tasca, sono in condizione di giustificare ogni spesa”: così Cascio ha risposto ai cronisti in merito alle spese che ha sostenuto con i “fondi riservati”, che non necessitano di rendicontazione perché sono nelle piene disponibilità del presidente che li può utilizzare a propria discrezionalità ma per fini istituzionali. “Se do un contributo per un torneo di calcetto o a una parrocchia – ha spiegato Cascio – ho tutte le carte d’appoggio per dimostrare la bontà di questi contributi assegnati”.

Cascio non ritiene necessario cambiare le regole o abolire i fondi riservati. “Perché mai? Si tratta di fondi immediatamente spendibili per le emergenze – ha affermato – se dovessimo immaginare di fare una gara o un bando non avrebbe alcun senso, perché i tempi sarebbero ovviamente più lunghi”. “È chiaro poi – ha aggiunto – che il modo con cui si spendono questi fondi attiene all’onestà e all’etica di chi li gestisce. Io vi assicuro che non ho ristrutturato alcuna casa in campagna nè ho comprato una Porsche, altrimenti non sarei qui”. Per Cascio “il meccanismo dei fondi riservati va difeso”.

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