BARRAFRANCA – “Sono un faraone e violentava la figliastra”, processo in appello

Avrebbe ripetutamente violentato la figlioletta tredicenne della sua ex, inscenando riti esoterici e dicendo di essere la reincarnazione del faraone Ramsete. E nel frattempo, per l’accusa, la madre stava zitta, nonostante per i giudici sapesse quale incubo stesse vivendo la ragazzina.
Approderà in appello il 30 dicembre il processo che l’anno scorso portò a due condanne a 7 anni e 6 mesi di reclusione per violenza sessuale. Imputati sono l’operaio di 59 anni S.B.; e M.L., madre quarantaduenne della vittima. Gli imputati, processati a piede libero, sono difesi dagli avvocati Antonio Impellizzeri e Vincenzo Spagnuolo.

La ragazza, che si è costituita parte civile, assistita dall’avvocato Giusy Nicoletti, ha puntato l’indice contro entrambi, incolpando lui delle violenze e la madre di aver taciuto, nonostante sapesse degli abusi. Una vicenda incredibile, specie per le suggestioni perverse che avrebbe messo in atto il presunto violentatore. Un inenarrabile sfondo di riti esoterici e allucinazioni durate circa tre anni.

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