BARRAFRANCA – Barista ucciso aveva chiesto indennizzo dopo accoltellamento

Antonino Morabito, 41 anni, ucciso la scorsa domenica nel suo bar di Via Garibaldi, a Barrafranca, aveva avviato un procedimento per farsi riconoscere l’indennizzo come vittima di un reato violento commesso da autori rimasti ignoti. Fino ad oggi è stato riconosciuto un solo indennizzo di questo tipo, a Milano. Il procedimento, avviato dall’avvocato Concetta Bevilacqua, si aprirà al tribunale civile di Enna il 18 febbraio; ma la vittima del “reato violento”, l’accoltellamento avvenuto 2 anni fa, è stata uccisa, forse dalle stesse persone che la colpirono più di 20 volte. 

L’autopsia sarà effettuata oggi dal medico legale Cataldo Raffino, incaricato dal pm Augusto Francesco Rio. La famiglia ha scelto di non nominare consulenti di parte per assistere all’esame autoptico. Ad uccidere Morabito sarebbe stato il proiettile calibro 9, sparato sul volto, dopo che l’uomo aveva tentato un’inutile fuga dietro al bancone e probabilmente era già stato raggiunto da un altro proiettile. Intanto, da stamani è stato rinforzato l’organico della stazione dei carabinieri di Barrafranca.

È questo uno dei risultati della riunione del Comitato sull’ordine e la sicurezza della prefettura che si è riunito ieri sera. Il prefetto, Fernando Guida, ha chiesto al sindaco Giuseppe Lupo di dare l’avvio alle procedure d’installazione delle videocamere di sorveglianza in tutto il paese, progetto già finanziato dal ministero degli Interni. Infine, ha invitato la cittadinanza a collaborare con le istituzioni e segnalare qualsiasi comportamento che possa destare sospetto.

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