BLITZ “MONTAGNA” – Pioggia di scarcerazioni dal Riesame [VD TG]


Pioggia di scarcerazioni per gli indagati arrestati nell’operazione “Montagna” che aveva portato in carcere 59 persone tra presunti, boss, affiliati e gregari di Cosa nostra agrigentina. Il Tribunale del Riesame di Palermo ha però escluso alcune accuse contestate a molti degli indagati: una ventina sono ritornati liberi.Lasciano il carcere 21 dei 58 boss ed estorsori agrigentini arrestati su ordine della Dda di Palermo il 22 gennaio scorso. Il tribunale del Riesame ha annullato le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip nonostante, per la prima volta, decine di vittime del racket abbiano confermato la richiesta di pizzo e un nuovo pentito, che al contrario dei mafiosi resta detenuto, abbia fatto i nomi di boss e gregari.
Secondo l’inchiesta, la mafia agrigentina, orfana del boss Giuseppe Falsone, avrebbe cercato di affondare le mani persino sull’accoglienza dei migranti. Un affare ritenuto redditizio a fronte dei continui sbarchi sull’isola. L’indagine riguarda un grande mandamento, chiamato “della montagna”, che racchiudeva sotto di sé anche i paesi di San Biagio Platani, Cammarata, San Giovani Gemini, Sant’Angelo Muxaro, Casteltermini, Favara, Raffadali, Santo Stefano di Quisquina, Bivona, Alessandria della Rocca. Il tribunale del Riesame si è preso 45 giorni per il deposito della motivazione dei provvedimenti. Prima di allora la Procura non potrà ricorrere in Cassazione, quindi presunti capimafia della provincia agrigentina, taglieggiatori e gregari di Cosa nostra, arrestati nel più grosso blitz mai fatto in quella zona, nel frattempo restano liberi.
Una situazione che preoccupa gli inquirenti dal momento che – circostanza del tutto nuova – decine di vittime del racket stavolta hanno confermato di aver subito le estorsioni e potrebbero trovarsi faccia a faccia con gli aguzzini scarcerati. Paradossalmente, poi, resta in carcere Giuseppe Quaranta, ex capomafia di Favara che, dalla fine di gennaio, ha cominciato a collaborare con i magistrati. L’indagato ha ammesso di avere rivestito un ruolo di vertice nel clan fino al 2013-2014, ha parlato di estorsioni e di traffico di stupefacenti e ha indicato i capimafia della provincia.
Tra gli scarcerati anche nomi eccellenti di Cosa nostra agrigentina: come i boss Raffaele Fragapane, Antonino Vizzì, Giuseppe Vella, Luigi Pullara e Giuseppe Blando. Le scarcerazioni potrebbero essere solo all’inizio. Le udienze davanti al tribunale del Riesame continuano. E se, come si sospetta, alla base degli annullamenti c’è un vizio formale come il difetto di motivazione dell’ordinanza emessa dal gip, che non sarebbe sufficientemente argomentata, le porte del carcere potrebbero aprirsi per decine di altri detenuti.

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