CALCIO – Sporting Racalmuto e l’identità smarrita

Perdere un derby, o meglio, la quasi stracittadina ci può stare. Ma perdere un derby che rappresenta pur sempre la partita dell’anno con un risultato netto e dilagante senza una plausibile reazione, lascia denotare che, qualcosa all’interno del giocattolo Sporting non funziona più. Vorremmo credere che si possa trattare di un periodo di sbandamento. Ma il malessere, ormai, serpeggia e persiste da fin troppo tempo. Intanto, in quello che fino a un paio di mesi fa, rappresentava il suo fortino, lo stadio Giuseppe La Mantia, sembra ormai terra di conquista di chiunque. L’ultima gara vinta è stata quella contro il Canicatti’ per quattro a uno, ma obiettivamente due reti sono state segnate per un regalo del portiere Giardina. Poi, sono seguite una sconfitta con la Libertas, un’altra contro un’Aragona arrivata con gli uomini contati e con ben 4 titolari assenti, un pareggio contro un certo non irresistibile Usa Sport e un’altra sconfitta ancora, contro la Libertas in Coppa. Anche in trasferta le cose non sembrano andar meglio, una sola vittoria ottenuta ad Acate dove quasi tutti hanno vinto. Poi, solo pareggi. La squadra ha evidenziato che è Carbonaro dipendente, sono sue quasi tutte le reti segnate, e anche il gioco della squadra sembra ormai più che prevedibile con palloni solo e soltanto tirati in avanti per il bomber catanese. Al momento, sembra l’unico in grado di poter far gol. E quando lui non gira, tutta la squadra ne risente. Certamente, da questa matricola non si attende nulla di trascendentale perché il risultato ottenuto negli ultimi 9 anni, dalla Terza Categoria alla Promozione rappresentano certamente il frutto di un buon lavoro. Allo Sporting non si può chiedere di più, considerato il periodo di grave congiuntura economica che si sta attraversando con le poche risorse economiche disponibili e una dirigenza formata da poche unità ma che ha saputo dirigersi bene e tuttora lo fa con oculatezza , spirito di sacrificio e professionalità. Essere riusciti a portare a Racalmuto giocatori come Nino Carbonaro, Milanesio, Alessi e Amella non è stato poco. Alla società, ma forse, in maniera particolare alla squadra con il timoniere in primo piano , si chiede soltanto di perdere le gare con un pizzico di dignità. Il proprio tifoso, o sostenitore che sia, non può accettare di veder perdere la propria squadra in questo modo. Indifendibile sotto tutti i punti di vista. A mister Sferrazza e a tutta la rosa si chiede soltanto di onorare la maglia con dignità, una dignità o meglio identità smarrita. Non può essere un caso affrontare tutti i derby con la stessa mentalità, quella di subire l’avversario. Eccezion fatta per il derby perso 3 a 1 a Grotte, lo scorso 7 aprile, con la Libertas già promossa e lo stesso Sporting nei play-off, per il resto, ci sono stati tre derby giocati in casa, tutti con scarsa concentrazione. I derby possono anche essere perduti “tre o quattro zero”, ma non in maniera mortificante, come quello di oggi. Speriamo e ci credono anche gli sportivi che si tratti di uno sbandamento temporaneo e che i prossimi tre giorni possano portare a chiarimenti, consigli, suggerimenti e decisioni tra società e squadra. Se cosi non sarà, non ci stupiremo, se domenica prossima anche lo Jobbing Santa Croce possa conquistare Racalmuto. Vorremo ricrederci e avere una smentita. Il lavoro svolto da mister Alessio Sferrazza in questo anno e mezzo è da lodare e incorniciare, ma adesso serve cambiare rotta, se non si vuole vanificare nel giro di pochi mesi quanto di buono si è fatto negli ultimi 9 anni.

 

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