CAMASTRA – Mini arsenale in casa: condanna ridotta per Rosario Meli

Condanna ridotta in appello per Rosario Meli, 66 anni, arrestato il 18 marzo dell’anno scorso insieme alla moglie con l’accusa di detenzione illegale di armi e munizioni. Meli, detto “un puparo”, vecchia conoscenza della mafia degli anni Novanta, in primo grado era stato condannato a tre anni e quattro mesi di reclusione. La sesta sezione della Corte di appello di Palermo presieduta da Biagio Insacco, accogliendo in parte il ricorso dell’avvocato Antonino Gaziano, gli ha diminuito la pena a due anni e otto mesi. Confermata invece la condanna a otto mesi per la moglie Mattea Zarbo, 59 anni. Il processo di primo grado si è celebrato con rito abbreviato davanti al giudice dell’udienza preliminare Francesco Provenzano. Il pg Rosalba Scaduto aveva chiesto la conferma del verdetto. Alla donna è stata concessa la sospensione condizionale della pena. Meli in passato ha scontato una condanna a 10 anni di reclusione per associazione mafiosa. L’operazione che nel marzo dell’anno scorso lo aveva portato in carcere insieme alla moglie è stata messa a segno dai poliziotti della squadra mobile e del commissariato di Canicattì. Durante una serie di perquisizioni nei confronti di persone ritenute vicine ad ambienti mafiosi (Meli in passato, oltre alla condanna per mafia, è stato accusato di un omicidio venendo però assolto) sono state trovate nell’abitazione dei coniugi una pistola, due caricatori e delle munizioni che Meli sostiene di avere trovato per strada mentre urinava fra i rovi.

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