CAMPOBELLO DI LICATA – Mafia, Giuseppe Sardino svuota il sacco

 “Angelo Middioni comandava la famiglia di Campobello di Licata mentre il mandamento era retto da Pino Gambino”. Il pentito di Naro, Giuseppe Sardino, irrompe al processo di appello a carico di Gioacchino Angelo Middioni, 41 anni, cugino del boss Giuseppe Falsone, accusato di essere a capo della famiglia mafiosa di Campobello di Licata ma assolto in primo grado dai giudici del tribunale di Agrigento. Sardino, ultimo braccio destro di Falsone fino al momento dell’arresto, nell’aprile del 2008, rivela: “Middioni inviava e riceveva pizzini da Falsone. Io non lo conosco personalmente ma so che in una circostanza scrisse a Falsone dicendogli che era come il fratello che non aveva mai avuto. A me risulta fosse un uomo d’onore anche perché Falsone – ha aggiunto Sardino – quando Middioni era in carcere si lamentava perché aveva meno sostegno in paese”.

Middioni, difeso dagli avvocati Giovanni Castronovo e Angela Porcello, è stato assolto  in primo grado il 3 dicembre 2015 dai giudici della prima sezione penale del Tribunale di Agrigento presieduta da Giuseppe Melisenda Giambertoni.

Sardino, ex consigliere comunale di Forza Italia, nel suo paese, a Naro, interrogato dal sostituto procuratore generale Giuseppe Fici e poi dalla difesa, nella sostanza, ha ribadito quanto aveva illustrato al processo di primo grado.

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