CANALE DI SICILIA – Naufragio, fermati due scafisti

Due presunti scafisti del naufragio di ieri nel Canale di Sicilia, a un centinaio di miglia a sud di Lampedusa, in cui sono morti almeno 17 migranti sono stati fermati dalla squadra mobile della Questura etnea. La Procura di Catania, oltre al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, gli contesta il naufragio e l’omicidio volontario plurimo.

UN TUNISINO E UN MAROCCHINO. Il provvedimento, eseguito dalla polizia, è stato emesso dal procuratore Giovanni Salvi e dal sostituto Monia Di Marco. Secondo l’accusa, i due avrebbero bloccato i motori in acque internazionali, per chiedere soccorso, causando un danno al natante che avrebbe cominciato a imbarcare acqua. Lo spostamento dei migranti a bordo alla ricerca di un posto per evitare di cadere in mare ha fatto rovesciare il barcone. I due presunti scafisti sono due 23enni, il tunisino Haj Hammouda Radouan e il marocchino Hamid Bouchab. Dalle indagini è emerso che il tunisino avrebbe svolto il ruolo di conducente del peschereccio, un’imbarcazione in legno di 20-25 metri sulla quale, secondo stime degli investigatori, viaggiavano oltre 200 migranti. Sono in corso da parte della polizia, con il coordinamento della Procura, le attività di identificazione delle vittime i cui corpi sono stati portati nell’obitorio del cimitero di Catania.

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