CANICATTIì – Disposta autopsia sul cadavere che potrebbe essere di Calogero Ciulo

Sarà l’autopsia già disposta dal sostituto procuratore Andrea Maggioni a stabilire se i frammenti umani completamente carbonizzati rinvenuti l’altro ieri pomeriggio, appartengono al canicattinese Calogero Ciulo, di 43 anni, scomparso da una settimana. Ad eseguire l’esame all’interno della camera mortuaria dell’ospedale Barone Lombardo sarà il medico legale Cataldo Raffino, dell’Università degli Studi di Catania, a cui la Procura di Agrigento ha conferito l’incarico. In particolare si cercherà di estrapolare il Dna della vittima, considerato che lo stato del cadavere non ha permesso il riconoscimento dei familiari. I resti bruciati sono stati trovati nel portabagagli dell’auto del canicattinese, una Fiat Brava, che è stata abbandonata e incendiata in una zona di campagna. A ritrovarla sabato mattina la polizia in una vecchia masseria sulla strada che collega Campobello di Licata con la stazione ferroviaria di Delia. La scoperta del cadavere l’altro ieri nel corso dei rilievi della Scientifica all’interno del deposito giudiziario, dove la macchina era stata trasportata. Il corpo è stato ricomposto sul posto dal medico legale. Dalle prime indagini dei poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento, l’uomo potrebbe essere stato ucciso e messo nel bagagliaio della Brava. Per l’efferatezza dell’omicidio dalle modalità tipicamente di stampo mafioso, gli atti sono stati trasmessi per conoscenza alla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, ma al momento l’inchiesta resta in mano ai magistrati agrigentini. Calogero Ciulo, sposato e padre di 4 figli, fino a qualche tempo fa gestiva una rosticceria a Canicattì, poi una volta chiusa l’attività si sarebbe arrangiato con lavori saltuari, e secondo le prime indagini negli ultimi mesi avrebbe accumulato diversi debiti.

 

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