CASO CAPUTO – Pagano: “Smontato il teorema dei pm”

“Devo ammettere che anche se mi hanno riguardato indirettamente, grande soddisfazione mi hanno dato negli ultimi mesi, le pronunce del Tribunale del Riesame di Palermo e della Corte di Cassazione che, con riferimento al cosiddetto caso ‘Caputo Mario detto Salvino‘ legato alle elezioni Regionali del 2017, hanno destrutturato l’ipotesi accusatoria della Procura di Termini Imerese”. Così esordisce Alessandro Pagano, vice capogruppo della Lega alla Camera dei Deputati sulla vicenda che lo vede indagato assieme ai fratelli Caputo. Secondo l’accusa, Mario avrebbe subdolamente sfruttato il nome del fratello per ottenere un migliore risultato elettorale, raggirando gli elettori. Il Riesame ha però ridimensionato il quadro accusatorio.

“Che si sia trattato di un clamoroso errore della Procura di Termini che ha provocato danno a me ed a Matteo Salvini è più che lecito affermarlo, non solo per le tesi alquanto suggestive ma anche per la coincidenza della conferenza stampa tenuta dal Procuratore della Repubblica di Termini Imerese Ambrogio Cartosio il 4 Aprile 2018, ovvero lo stesso giorno in cui per la prima volta Matteo Salvini salì al Quirinale per ottenere potenzialmente l’incarico di Presidente del Consiglio dalle mani del presidente Mattarella. Ma alla generalizzata incredulità per la ‘originale iniziativa’ della Procura di Termini Imerese, hanno posto rimedio con 2 pronunce esemplari, sia il Tribunale del Riesame di Palermo il 4 Luglio 2018, sia la Corte di Cassazione a cui si era appellata la stessa Procura il 21 dicembre ultimo. Questi due provvedimenti mi fanno affermare senza ombra di dubbio che, al di là delle singolari iniziative di taluni procuratori, la fiducia verso la magistratura rimane un valore immutato ed immutabile”.

I supremi giudici hanno rigettato il ricorso presentato dalla procura termitana che aveva impugnato l’ordinanza del Tribunale per il Riesame di Palermo che il 20 aprile aveva annullato l’ordinanza di arresti domiciliari riguardante Salvino e Mario Caputo, difesi dagli avvocati Raffaele Bonsignore, Francesca Fucaloro e Nicola Nocera. Pagano è assistito da Nino Caleca.

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