CASSAZIONE – Annullata condanna per l’ex Sindaco di Racalmuto Petrotto

Annullata dalla Cassazione il 21 maggio 2015,  la condanna penale a carico dell’ex Sindaco di Racalmuto, Salvatore Petrotto, che era anche l’unica, scaturita da una denuncia dell’ex amministratore delegato di Girgenti Acque, Giuseppe Giuffrida. “L’annullamento di tale  mia unica condanna,- precisa Petrotto- da parte della Cassazione risale all’indomani della  mia audizione davanti alla Commissione di Inchiesta sulle attività illecite   connesse al  ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati.

Nel corso dell’audizione davanti  la Commissione Parlamentare di Inchiesta sulle attività illecite  connesse al  ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati,  mercoledì 20 maggio,  si è discusso di Girgenti Acque (in maniera segretata) ed anche delle vicenda relativa  ad una mia condanna, annullta dalla Cassazione all’indomani proprio della mia audizione.

Tale condanna, adesso annullata, mi era stata inflitta a seguito di un procedimento scaturito da una strumentale denuncia presentata contro di me dall’ex amministratore delegato di Girgenti Acque, Giuseppe Giuffrida.

Guarda caso, per pura coincidenza, all’indomani  della già citata audizione davanti alla Commissione Parlamentare, giovedì 21 maggio, la sesta sezione della Corte di Cassazione, presieduta dal magistrato Antonio Stefano Agrò,  ha annullato proprio quella   sentenza di condanna penale a mio carico.

Tra qualche mese avremo l’occasione di leggere le motivazioni di tale annullamento per potere, eventualmente,  procedere a carico di chi, mi ha ingiustamente accusato per un’inesistente tentativo di corruzione.

Il mio difensore di fiducia, l’avvocato Ignazio Valenza, presso la Suprema Corte, ha avuto modo di dimostrare come in realtà è stato l’ex amministratore delegato di Girgenti Acque,  Giuseppe Giuffrida che, tra il 2008 ed il 2010, ha tentato,  inutilmente,di corrompermi

Il Giuffrida mi aveva teso una  trappola per  incastrarmi, pensando così di sbarazzarsi di uno come me che aveva instaurato con Girgenti Acque un contenzioso, per difendere gli interessi del Consorzio Pubblico Tre Sorgenti di Canicattì, di cui fa parte anche Racalmuto.

Tale contenzioso ha infatti comportato, per Girgenti Acque, una condanna da parte del Tribunale Civile di Agrigento, al pagamento di oltre 9 milioni di euro; somme dovute  al Tre Sorgenti, per l’erogazione di una quota dell’acqua che la società allora amministrata dal Giuffrida distribuiva e continua a distribuire nell’Agrigentino.

La scomposta reazione del Giuffrida  allora è stata quella di denunciarmi alla Questura di Agrigento.  Con inganni e sotterfugi, nelle vesti di agente provocatore,   tentò di incastrarmi, inutilmente, attraverso delle proposte corruttive,  da me fermamente respinte che,  peraltro,  sono   videoregistrate e che dimostrano, in maniera inoppugnabile, così come aveva  sentenziato il giudice per le indagini preliminari, il dott. Alberto Davico e come ha confermato la Corte di Cassazione  che, semmai,  c’è da sottoporre a giudizio penale il Giuffrida.

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