CASSAZIONE – Confermata la revoca del 41 bis per l’ex capo della Stidda gelese

Non tornerà al carcere duro il gelese Orazio Paolello, cinquantenne, condannato all’ergastolo per cinque stragi e 45 tra omicidi e tentati omicidi, arrestato quando era a capo della Stidda.  

Il ricorso del procuratore nazionale Antimafia Franco Roberti contro l’ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Roma, che aveva disapplicato a Paolello dopo 21 anni il regime del 41 bis, è stato dichiarato inammissibile dai giudici della Prima sezione della Corte di Cassazione, presieduta da Severo Chieffi.

Il suo avvocato, Vittorio Trupiano aveva evidenziato ai giudici l’assenza di ogni legame attuale tra l’ergastolano e la criminalità organizzata, mentre il procuratore Roberti aveva motivato il proprio ricorso proprio con la persistente operatività della “Stidda”.

È stato lo stesso procuratore generale della Cassazione, ha spiegato Trupiano, ad associarsi alla difesa nel chiedere l’inammissibilità del ricorso della Pna. Paolello è attualmente detenuto nel carcere milanese di Opera.

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