CASTELVETRANO – Il cugino dei Messina Denaro, Lorenzo Cimarosa:”Costretto a tacere”

“Comandano loro, dappertutto. A Castelvetrano e non solo. Io alternative non ne avevo: o pagavo e tacevo o andavo a denunciare i miei parenti, Patrizia Messina Denaro e Francesco Guttadauro. Non sono e non mi sento mafioso. Nemmeno avevo paura, ma sapevo anche che non avrei  più lavorato”. Lorenzo Cimarosa depone al processo con il rito abbreviato contro una ventina di imputati, accusati di avere sostenuto la latitanza di Matteo Messina Denaro, e la sua deposizione verrà anche all’udienza preliminare contro la sorella e il nipote del superlatiante. Cimarosa è il cugino dei boss: ha accettato di parlare subito dopo essere stato arrestato assiema a un gruppo di parenti, amici e sodali del capomafia di Castelvetrano, rappresentato sul territorio – secondo i pm della Dda di Palermo Paolo Guido e Marzia Sabella – proprio dalla sorella e da Guttadauro junior. “Non sono un pentito – ha ripetuto, rispondendo alle domande del suo legale, l’avvocato Cristina Marasà – ma ho voluto dire di avere dato soldi della mia impresa, la Mg Costruzioni, utilizzati per la latitanza di Messina Denaro. Non potevo non farlo”.

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