CGIL/FEDERCONSUMATORI – “QUALCUNO FERMI “GIRGENTI ACQUE”: ORA BASTA!

Leggere dai giornali che una persona muore perché gli vogliono staccare il contatore dell’acqua è davvero insopportabile, è troppo, ora basta!

Il “caso” di Lucca Sicula è solo l’ultimo, in ordine di tempo, di una serie infinità di soprusi, angherie, arroganza che vede impegnata Girgenti Acque nel reiterato ricorso al distacco della fornitura idrica.

Ormai è diventata la procedura standard che non tiene in nessun conto i bisogni e le condizioni sociali ed economiche delle famiglie coinvolte.

A chi dice “business è  business” e “questo è il “mercato, bellezza!” Noi continuiamo a rispondere e a ritenere che l’acqua sia un diritto e ne consegue che la sua somministrazione è necessaria a soddisfare le più elementari esigenze di vita.

La stessa  giurisprudenza ha giudicato vessatorio il distacco della fornitura senza preventiva disamina delle situazioni specifiche e tutela delle fasce deboli la questione però è da spostare sul piano dei “diritti fondamentali per la vita”.

Infatti la necessità di un quantitativo minimo d’acqua comunque riconosciuto anche a chi non può pagarla è sostenuta anche dalla risoluzione dell’ONU per il diritto all’acqua del 28/07/2010 e da numerose sentenze, quali quella del Tribunale di Castrovillari (sentenza n.5811 del 30/11/2012), secondo cui la morosità dell’utente non è ragione sufficiente a soddisfare la sospensione della fornitura di acqua, in quanto in contrasto con  l’articolo 2 della Costituzione.

Occorre riconoscere il diritto umano all’acqua, ossia l’accesso come diritto inalienabile, quindi lo status dell’acqua come bene pubblico privo di rilevanza economica e di interesse generale: la sospensione dell’erogazione significa negare un diritto inviolabile.

Anche l’AEEG (Autorità per l’energia elettrica e il gas), che in seguito alla L. 214/2011 assumerà “le funzioni attinenti ai servizi idrici”, nel documento DCO n. 204/2012/R/IDR ravvisa l’opportunità di istituire una “tariffa sociale” ed ha  avviato su questo argomento una consultazione dei soggetti interessati.

Girgenti Acque e l’ATO idrico  non possono più rimanere sordi su questo tema.

Occorre intervenire e con urgenza e  impegnarsi ed intervenire al più presto affinché un altro diritto fondamentale non venga cancellato, procedendo ad intervenire al più presto per una verifica di tale situazione e modificando la “carta dei servizi”  ed il “regolamento d’utenza” al fine di tutelare il rispetto dei basilari principi costituzionali e il diritto umano all’acqua.

Nessuno pensa che la società gestore del servizio idrico integrato debba essere una società di beneficienza, ma in attesa che il servizio torni saldamente nelle mani pubbliche (anche per rispetto al pronunciamento popolare avvenuto con il referendum e tradito dai governi!) deve essere possibile che l’eventuale distacco sia impedito in ogni caso e/o avvenga previa un lungo iter procedurale  che chiami in causa, in ultima istanza, anche gli Uffici Assistenza delle amministrazioni comunali e secondo le normative vigenti considerando sempre di consegnare almeno i 50 litri per persona al giorno.

Il Prefetto di Agrigento Dr. Nicola Diomede si faccia interprete di questo disagio e  intervenga con urgenza sull’ATO affinché venga impedito al gestore di procedere lungo questa via che semina dolore, rabbia e, incredibilmente, anche la morte!

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