Chiesti 4 anni di sorveglianza speciale per Angela Porcello

Quattro anni sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno nel comune di residenza nonchè versamento alla Cassa delle ammende una somma, a titolo di cauzione, di entità tale che, tenuto conto anche delle sue condizioni economiche e dei provvedimenti adottati a norma dell’art. 22, costituisca un’efficace remora alla violazione delle prescrizioni imposte.

E’ questa la proposta di misura di prevenzione già avanzata al Tribunale di Palermo – Sezione misure di prevenzione – dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo (procuratore aggiunto Marfzia Sabella e sostituti, Claudio Camilleri e Francesca Dessì) nei confronti dell’ex avvocato Angela Porcello appena condannata ad oltre 15 anni di carcere per aver fatto parte della mafia agrigentina con ruoli di promotore e comando.

Con 37 pagine di richiesta depositate lo scorso 12 maggio, quindi senza attendere la sentenza di primo grado, i pubblici ministeri mettono un altro tassello di chiarezza nel complicato puzzle originato dall’inchiesta Xydi che ha portato alla sbarra i personaggi più influenti del mandamento di Canicattì, tra i quali l’ex compagno di vita della ex penalista, Giancarlo Buggea.

A nulla sono valsi i tentativi di Angela Porcello di dichiararsi pronta a collaborare, anticipando dichiarazioni fortemente etero ed autoaccusatorie che, tuttavia, per gli inquirenti rappresentano ben poco rispetto alle cose già a loro note e per questa ragione hanno formulato una prognosi nettamente negativa rispetto alla volontà di collaborazione con la giustizia dell’avvocato canicattinese.

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