CORONAVIRUS – L’Asp individua i referenti nelle scuole agrigentine e detta le regole d’azione

Individuati i referenti Asp per le scuole e sono state tracciate le linee guida di comportamento in caso di alunno o operatore scolastico sintomatico a scuola o a casa. La direzione sanitaria dell’Asp di Agrigento – tramite il dipartimento di Prevenzione – con la riapertura delle scuole ha individuato in ogni distretto sanitario aziendale, i referenti per l’ambito scolastico. I referenti costituiranno il collegamento tra le scuole e i medici e pediatri di libera scelta degli alunni, degli studenti e del personale scolastico. In particolare – hanno reso noto dall’azienda sanitaria provinciale – cureranno gli eventuali contact tracing, quarantena e isolamento. Saranno in sostanza i riferimenti delle scuole per ogni questione legata alla gestione dei sospetti casi di contagio nell’ambito scolastico e delle successive procedure. Per il distretto di Agrigento, il referente medico è Calogero Collura, i referenti assistenti sanitari: Samanta Simeone e Valentina Vella. Per il distretto di Bivona, i referenti sono: Carmela Grano e Salvatore Giolai Monachino. Per il distretto di Canicattì, i referenti medici sono: Giuseppe Licata e Anna Maria Cardinale, il referente infermiere è Roberto Gravotta. Per il distretto di Casteltermini, i referenti medici sono: Carmelo Varsalona e Osvaldo Tona. Per il distretto di Licata, il referente medico è Vincenzo Russotto e i referenti infermieri sono: Rosaria Riccobene e Rosa Maria Consagra. Per il distretto di Ribera, i referenti medici sono: Giuseppe Tortorici e Anna Garuana. Per il distretto di Sciacca, i referenti medici sono: Ignazia Bentivegna, Rita Inguglia e Melchiorre Buscarnera.
In caso di alunno con temperatura corporea superiore a 37 gradi e mezzo, il referente scolastico avverte i genitori e sposta l’alunno in area separata, assistito da un operatore scolastico. Alunno e operatore indossano – queste le linee guida di comportamento prescritte anche dall’Asp di Agrigento – la mascherina chirurgica. I genitori dell’alunno contattano i medico di famiglia e/o il pediatra di libera scelta per la valutazione clinica del caso. Il medico o il pediatra contatta il dipartimento di Prevenzione o l’unità speciale di continuità assistenziale (Usca), richiedendo la esecuzione del tampone rinofaringeo. Il dipartimento di Prevenzione provvede all’esecuzione del test diagnostico anche tramite anche tramite il personale Usca. L’alunno rientra a casa, accompagnato dai genitori, in isolamento fiduciario in attesa dell’esito del tampone. La scuola provvede a disinfettare le superifici e gli ambienti dove ha stazionato l’alunno.
L’alunno con temperatura corporea superiore a 37 gradi e mezzo resta a casa. I genitori comunicano l’assenza per motivi di salute e contattano medico di medicina generale o pediatra di libera scelta per la valutazione clinica del caso. Medico o pediatra contatta il dipartimento di Prevenzione o l’unità speciale di continuità assistenziale (Usca) richiedendo la esecuzione del tampone rinofaringeo. Il dipartimento di Prevenzione provvede all’esecuzione del test diagnostico anche tramite il personale Usca. L’alunno resta a casa, in isolamento fiduciario, in attesa dell’esito del tampone.
L’operatore scolastico con temperatura corporea superiore a 37 gradi e mezzo viene invitato a recarsi a casa. L’operatore contatta il medico per la valutazione clinica del caso. Il medico contatta il dipartimento di Prevenzione o l’Usca richiedendo l’esecuzione del tampone rinofaringeo. Il dipartimento di Prevenzione provvede all’esecuzione del test diagnostico anche tramite il personale Usca. L’operatore scolastico resta a casa in isolamento fiduciario in attesa dell’esito del tampone.
L’operatore scolastico con temperatura superiore a 37 gradi e mezzo resta al proprio domicilio, comunicando l’assenza dal lavoro per motivi di salute. L’operatore contatta il medico per la valutazione clinica del caso. Il medico contatta il dipartimento di Prevenzione o l’Usca richiedendo l’esecuzione del tampone rinofaringeo. Il dipartimento di Prevenzione provvede all’esecuzione del test diagnostico anche tramite il personale Usca. L’operatore resta a casa, in isolamento fiduciario, in attesa dell’esito del tampone.

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