Danneggiati i furgoni di una ditta di macellazione sequestrata alla mafia

I carabinieri indagano su un’intimidazione ai danni dell’azienda di macellazione e vendita di carni all’ingrosso Ovinsicula a Mezzojuso sequestrata nel corso dell’operazione Alexander: nella notte sono stati incendiati quattro furgoni. Sono intervenuti i vigili del fuoco. Sono in corso gli accertamenti anche se l’incendio pare sia di natura dolosa.  

La ditta di Mezzojuso ha 55 dipendenti, è una delle più grandi presenti sul territorio siciliano, costituita da un complesso aziendale che si occupa dell’allevamento, macellazione e successiva vendita all’ingrosso di ovini, suini e bovini. L’azienda secondo le indagini dei carabinieri è riconducibile ad Antonino Ciresi, arrestato nell’aprile 2013, poiché ritenuto responsabile dell’estorsione allo chef Natale Giunta, nonché denunciato nell’ambito dell’operazione Alexander, poiché ritenuto reggente della famiglia mafiosa di Borgo Vecchio.

“Un’azione mirata contro lo Stato, un’aggressione a tutti gli effetti che metterà per mesi in ginocchio la nostra attività. Nulla è stato lasciato al caso. È stato dato fuoco ai mezzi e anche alla struttura” commenta Alessandro Polizzotto, amministratore giudiziario della Ovinsicula.

“I danni sono ingenti. I mezzi bruciati sono sei, distrutti completamente. Purtroppo oltre all’impianto elettrico è stata danneggiata anche la catena di macellazione – aggiunge Polizzotto – La zona della cosiddetta tripperia, dove avviene la lavorazione degli animali, è stata data alle fiamme. Due cose hanno evitato la completa distruzione della struttura: l’arrivo dei vigili del fuoco che si trovavano in zona per alcuni interventi a causa dei temporali; l’evento provvidenziale che nell’impianto passano dei tubi d’acqua. Non appena si è bruciato il tetto, l’acqua fuoriuscita dai tubi ha attenuato la forza delle fiamme. L’intimidazione era studiata per metterci in ginocchio”.

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