ECCELLENZA- Il Gela preannuncia il ricorso:”Non accettiamo violenza e intimidazioni”

Minacce, aggressioni e furto di tesserini dei calciatori: è quanto sarebbe successo sabato prima della gara tra Parmonval e Gela, con la società gelese che emette un comunicato per spiegare come sono andate le cose.

“Non possiamo accettare le intimidazioni, la violenza prima della gara e l’agguato premeditato: Parmonval – Gela è stato tutto questo. A cominciare dall’autobus bloccato fuori dallo stadio, all’aggressione fisica nei confronti di alcuni dei nostri calciatori da parte di persone armate di tirapugni e che avevano la casacca della società che in teoria doveva “ospitarci”. Passando poi alla sottrazione della valigetta contenente i documenti dei nostri tesserati e poi restituita senza i tesserini dei nostri tre importanti calciatori costretti a rimanere in tribuna. E poi che dire di personaggi appartenenti ad altre società del girone ospitate in maniera comoda mentre il nostro vicepresidente e il nostro direttore sportivo costretti a pagare il biglietto d’ingresso. Una troupe televisiva di Gela che da sempre segue in tutti i campi il Gela, costretta a pagare il biglietto senza nemmeno poter effettuare le riprese della partita. Tutto questo con le forze dell’ordine giunte allo stadio solo 5 minuti prima dell’inizio della gara. Tutto questo sotto gli occhi dei commissari di gara ai quali adesso chiediamo di far luce su tali episodi affinché chi ha sbagliato paghi una volta per tutte. Perché è semplicemente inaccettabile subire certe angherie tribali da parte di chi con il calcio non ha nulla a che fare.”

La redazione di Tele Radio Studio 98, concede lo stesso spazio all’eventuale replica della società Parmonval.

Condividi
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.