Estorsione a Berlusconi, Dell’Utri indagato a Palermo: “Pm malati”

Il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri è indagato dalla Procura di Palermo per estorsione nei confronti dell’ex premier Silvio Berlusconi. Nell’ambito di questa inchiesta i pm avevano convocato lunedì scorso Berlusconi e la figlia Marina, presidente di Fininvest e del gruppo Mondadori, come persona informata sui fatti.

La Procura sta cercando di accertare se Dell’Utri abbia estorto denaro nel corso degli anni all’ex premier in cambio del suo silenzio su presunti rapporti del Cavaliere con esponenti di Cosa nostra. Per Berlusconi, che non si è presentato lunedì scorso adducendo attraverso il suo legale Nicolò Ghedini la motivazione di impegni istituzionali, è la prima convocazione da parte dei pm di Palermo che potrebbero, in presenza di reiterate giustificazioni da parte del leader del Pdl, disporne l’accompagnamento coattivo previa autorizzazione del Senato.

“Questi magistrati sono malati, sono morbosi. Non lo vedete che ogni giorno ce n’è una?”, ha commentato Dell’Utri. “Dicono che tra le prove dell’estorsione c’è il fatto che Berlusconi ha comprato la mia villa sul Lago di Como a una cifra superiore al suo valore. Sono tutte fesserie: la casa, che era in vendita da due anni, è stata stimata per 30 milioni di euro mentre lui l’ha pagata venti. Quindi ci ho rimesso”.

Marina Berlusconi era stata convocata per lunedì scorso assieme al padre, ma come l’ex premier ha fatto sapere ai pm di avere impegni già fissati per la data indicata in quanto si sarebbe trovata all’estero. L’avviso della Procura è stato notificato a Berlusconi il 9 luglio. Dalle indagini sui conti del senatore Marcello Dell’Utri, già sotto inchiesta per la trattativa Stato-mafia, sarebbe emerso che il politico avrebbe ricevuto denaro anche da conti riconducibili a Marina Berlusconi. Negli anni il senatore avrebbe ricevuto dal fondatore di Forza Italia decine di milioni di euro. “Quello che vi posso dire è che Berlusconi è stato citato come persona informata dei fatti e non come indagato”, ha detto l’avvocato del Cavaliere, Paolo Longo.

Dell’Utri è già stato condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa; condanna prima confermata in appello, poi annullata con rinvio dalla Cassazione. Proprio oggi a Palermo è ricominciato il processo d’appello, ma è durato solo qualche minuto: il presidente della Corte, dopo aver accertato che il caldo era insopportabile, ha spostato l’udienza in un altro locale del Palazzo di Giustizia. In aula anche Dell’Utri.

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