‘Farete la fine di Falcone’. Torna la paura terrorismo

Torna la paura del terrorismo stampo anni Settanta. Secondo quanto può riferire in anteprima Affaritaliani.it, una busta anonima contenente polvere da sparo è stata inviata questa mattina alla direzione della sede Rai di Genova di corso Europa. Il plico, proveniente da Roma, conteneva due fogli dattiloscritti redatti in maniera fittissima. La busta reca come mittente la SABER Srl, una società con sede in via Aurelia a Roma ed è stata spedita con un francobollo da 70 centesimi. Anche i fogli sono su carta intestata della società.

E’ stata utilizzata una vecchia macchina da scrivere Olivetti, il modello utilizzato dai rivoluzionari degli anni ’70,  e i bigliettini hanno uno stile molto simile a quelli delle Brigate Rosse degli anni Settanta e Ottanta. Anche il contenuto ha un linguaggio molto forte e di stampo brigatista.

La lettera è stata aperta direttamente dalla segreteria della Rai di Genova che ha in seguito allertato i carabinieri. Sul posto sono intervenuti i militari del nucleo radiomobile ed i colleghi del nucleo artificieri che hanno aperto la busta. Nelle due pagine all’interno si ripercorrono gli attentati ai giudici Falcone e Borsellino e il rapimento di Aldo Moro. Si annunciano nuovi atti dimostrativi: “Farete la fine di Falcone e di sua moglie Francesca Morvillo”. Tra le righe molti gli attacchi ai partiti e alle banche: “Affamate la gente. Bisogna eliminarvi”.

Il dattiloscritto ha una firma semi-incomprensibile, simile a “I nove italiani”. Insieme alla lettera c’era anche una busta di plastica con polvere scura. La Digos ha esaminato la sostanza e ha riscontrato che si tratta di una polvere esplosiva, della quale i mittenti sostengono di possedere “625 chilogrammi”. E’ stata informata dell’accaduto anche Lorenza Lei, il direttore generale della Rai. Accertamenti sono in corso da parte dei carabinieri per riuscire a risalire agli autori della missiva inviata da Genova.

Affaritaliani.it è in grado di dare in anteprima il testo del volantino di minacce: “Non siamo sposati, non abbiamo figli, non abbiamo mutui da pagare, non abbiamo nulla da perdere. Siamo pronti a liberare l’Italia da questa feccia dei partiti e dalle banche”. Nel testo si attacca tutta la grande imprenditoria, con una curiosa eccezione a favore di Tod’s e Della Valle: “Lui è uno dei pochi che fa gli interessi dei lavoratori”.

“Se pensiamo che con circa 400 kg si possono distruggere 50 metri di autostrada compreso ciò che vi transita, fatevi i vostri calcoli sapendo che noi abbiamo 675 kg. Non siamo come coloro che negli anni Settanta seguivano le folli sentenze in nome del nulla e lasciavano volantini in cabine telefoniche. Noi ciò che andremo a fare lo anticipiamo sicuri di non pregiudicare il nostro programma. Non abbiamo nulla contro la magistratura e contro gli imprenditori che danno da mangiare al popolo, come per esempio Della Valle e Benetton. Noi andremo a scremare quella classe che con bonus, ingaggio, pensioni e pseudocapacità pensano solo al vile denaro e alla loro posizione, oltre a quella dei loro eredi. E poi, forse, ma solo alla fine, pensano anche alla povera Italia”.

L’attacco alla classe dirigente è fortissimo: “Sono il cancro, il disonore, una presa per il culo per 65 milioni di italiani che però sono troppo timorosi e pecoroni pe rreagire. Sono paralizzati dalla paura di perdere il loro niente. Noi invece siamo nove che stanno fuori dal branco con una fortuna sola: la pensiamo tutti allo stesso modo fino alla fine del nostro programma. Niente cellulare, niente bancomat, nessun figlio a casa che patirà la fame, niente mutuo che ci fa perdere la casetta, nessun Capo, nessun servo. Senza presunzione, contro di noi lo Stato arriverà sempre secondo”.

Il gruppo descrive un altro elemento della propria formazione: “Noi non abbiamo nemici, questa è la nostra forza. Abbiamo imparato ciò che si doveva dallo stragismo del passato. ‘Colpirne 15 per educarne 1500′, d’altra parte, è una legge che non abbiamo inventato noi, ma che è stata scritta duemila anni fa. Meditate, gente cara. Questo non è un segno di arroganza. Quattro di noi hanno indossato varie divise e hanno visto il film anche dalla cabina di proiezione. Non riuscirete a proteggere ciò che abbiamo nel nostro mirino. Non sapete né dove, né quando colpiremo”.

Le minacce si fanno più circostanziate: “Non sprecheremo 675 kg mettendoli in piazza Montecitorio. Ci verrebbe facile ma noi non siamo stragisti come invece lo è lo Stato italiano dagli anni ’70 a oggi. Noi faremo operazioni chirurgiche “one by one”. Non siamo parolai, non faremo ritrovare il volantino del caso. Noi faremo semplicemente un bel botto. Useremo umilmente un chilo di materiale per volta e poi starà a voi moltiplicare per 675 volte”.

Il discorso passa poi in prima persona: “C’è voluto molto, temo troppo, tempo a mettere assieme dieci persone. C’è voluto molto per mettere insieme dieci persone. Uno di noi è passato a miglior vita ed è lui che ci ha fornito il materiale, era il nostro artificiere capo. Ora siamo rimasti in nove: un tecnico elettricista, un tecnico informatico, un perito elettronico, quattro militari e un esperto di armi. Non abbiamo timore di non esserci presentati prima.. L’importante è il filo che ci sostiene e ci porta avanti. Siamo tutti anonimi cittadini, anarchici al massimo livello in totale disaccordo con i vari gruppi armati che hanno calpestato la nostra penisola. Noi non saremmo mai andati su un treno regionale a sparare a chi sta facendo il proprio dovere a 1500 euro al mese”.

Ecco invece qual è l’obiettivo: “E’ molto più attuale, attaccare i delinquenti che si sono mangiati pezzi d’Italia. Con i soldi che continuamente rubano si potrebbero raddoppiare le pensioni a tutti gli italiani indigenti. Sono delinquenti che si accordano per non toccare privilegi e in pubblico fanno la commedia per far credere che pensano al popolo. Ricordatevi che tre di noi hanno visto il film dalla cabina di proiezione. Non leggiamo i giornali che vogliono inculcare idee sbagliate”.

Poi attaccano il finanziamento pubblico ai partiti: “E’ uno dei primi cancri italiani. Dopo il lavaggio, coloro che si avvicenderanno a quelli che verranno eliminati sapranno imparare la lezione e meditare che se fossimo sempre attivi li rimuoveremmo senza dubbi. Qualche milione di italiani ci faranno un elogio e un virtuale monumento perché se qualcuno non comincia mai non si cambia mai”.

Il volantino si chiude con una vera e propria dichiarazione di guerra: “Siamo schifati dal momento politico italiano. Siamo convinti che un bel botto dimostrativo serva molto per non dimenticare e e e e… Siamo contro chi si è mangiato l’Italia. Chi riceve questa lettera non saprà mai il nome degli altri destinatari ma si spera che facciano l’uso discrezionale che credono. Noi ci faremo sentire, in guerra tutto è lecito per noi. E’ guerra, vinca il migliore”.

Gruppo dei Nove Italiani Nove

 

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