FAVARA – Omicidio Palumbo Piccionello. La Difesa di Baio:”Non è capace”

“Non si possono ignorare del tutto le testimonianze di parenti e amici dell’imputato che descrivono le sue patologie psichiatriche e prendere, invece, per oro colato le conclusioni del perito del giudice di primo grado”. La Difesa di Antonino Baio , il costruttore favarese di 74 anni, condannato in primo grado a 30 anni di reclusione per l’omicidio, da lui confessato, di Calogero Palumbo Piccionello, ucciso il 28 novembre di tre anni fa a 67 anni, insiste sulla tesi dell’infermità mentale. Ieri, dopo la requisitoria del sostituto procuratore generale Ettore Costanzo e l’arringa dell’avvocato di parte civile Antonino Gaziano, il processo è ripreso con l’arringa dell’avvocato Giovanni Castronovo, difensore di baio insieme al collega Antonino Mormino. “Aveva un’ossessione, era il delirio di una persona con problemi psichiatrici. Baio – ha aggiunto Castronovo – non conosceva neppure il povero Palumbo Piccionello”. Il difensore ha concluso la sua arringa chiedendo che Baio venga assolto per incapacità di intendere e volere o almeno che gli venga riconosciuto un vizio parziale di mente.

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