FAVARA – Non riusciva a pagare le rate del leasing, assolto

Si è concluso in maniera positiva il procedimento nei confronti del favarese L. R. di 38 anni, l’uomo difeso dall’avv. Gerlando Vella è stato assolto con formula ampiamente liberatoria dal reato contestatogli dalla Procura della Repubblica.

Farà “arrabbiare” le società di leasing la sentenza emessa ieri (24.03.2014) dal Tribunale di Agrigento, Giudice Monocratico dott.ssa Rosanna Croce, in merito alla sussistenza del reato di appropriazione indebita nell’ambito del contratto di leasing.

Circa due anni fa l’uomo, era stato querelato da una società di leasing, la “SANTANDER CONSUMER BANK s.p.a.”, del nord Italia per appropriazione indebita, reato previsto e punito dall’art. 646 c.p., con pena edittale fino a 3 anni.

La vicenda nasce nel 2007 quando il favarese aveva ottenuto, nella sua qualità di titolare dell’omonima impresa individuale, un leasing per l’acquisto di un veicolo del valore di circa 35.000,00 Euro.

Pagate le prime rate, l’uomo per motivi economici legati alla mancanza di lavoro, non aveva potuto più onerare le scadenze mensili.

Ecco perchè la società di leasing, aveva posto in mora l’utilizzatore, denunciando la risoluzione del contratto per inadempimento nel pagamento dei canoni nonché l’immediata restituzione del veicolo. Ma, la raccomandata con cui venivano manifestate le richieste della società, veniva spedita ad un indirizzo errato, infatti l’uomo si era trasferito, nelle more, ad altra abitazione.

Il legale dell’uomo, l’avv. Gerlando Vella, munito di procura speciale, aveva chiesto ed ottenuto il il rito abbreviato condizionato alla produzione del certificato storico di residenza, a dimostrazione del fatto che, in ambito penale debba ritenersi che la mancata conoscenza effettiva non permetta di affermare, con giudizio di certezza, che la successiva mancata restituzione del veicolo, sia avvenuta nella sicura consapevolezza sia di un tale obbligo, e sia del fatto che l’inadempimento avrebbe integrato una specifica violazione della legge penale.

Così oggi, dopo la richiesta a 6 mesi di reclusione da parte della Procura della Repubblica, e la richiesta di assoluzione perchè il fatto non costituiva reato da parte del difensore dell’uomo, il Giudice Penale, dopo una breve camera di consiglio, accogliendo la tesi del legale, assolveva dal reato contestatogli il favarese L.R. .

 

 

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