FAVARA – Omicidio di mafia: freddato a colpi di arma da fuoco Carmelo Bellavia

Agguato mafioso intorno alle 20 di ieri sera a Favara. A cadere sotto i colpi dei killer, Carmelo Bellavia, 51 anni, padre di Calogero, arrestato con il capomafia Gerlandino Messina, nel blitz delle teste di cuoio, il 23 ottobre del 2010 in viale Stati Uniti. Bellavia è stato ammazzato all’interno di un magazzino, di sua proprietà, che utilizzava come deposito di bibite, in via San Michele, una traversa di via Pio La Torre. Il favarese, infatti, vendeva all’ingrosso acque minerali ed affini. L’uomo stava per chiudere il suo deposito quando sono comparsi i killer che lo hanno assassinato senza dargli scampo. Il figlio della vittima venne arrestato perché sorpreso a fornire viveri al boss empedoclino durante la sua latitanza.
L’indagine conseguente portò all’individuazione degli altri favoreggiatori individuati appunto in Carmelo Bellavia, ieri sera ucciso, la moglie Gerlanda Cutaia, Veronica Costa, fidanzata del giovane Bellavia e il padre di quest’ultima Antonio Costa, tutti di Favara, ai quali venne contestato il reato di favoreggiamento personale aggravato da mafia.
Carmelo Bellavia è stato condannato a 3 anni e 2 mesi di reclusione, mentre Antonio Costa, proprietario dell’immobile di via Stati Uniti, dove si nascondeva l’ex capo mafia agrigentino, a 2 anni e 4 mesi di reclusione.
Per entrambi è stata esclusa l’aggravante di aver agevolato Cosa Nostra. Assolte le due donne.
Sul luogo del delitto si sono portati i carabinieri della Tenenza di Favara e gli investigatori del Reparto operativo del Comando provinciale di Agrigento, coordinati dal sostituto procuratore Matteo Delpini. Già informata la Direzione distrettuale antimafia di Palermo. Anche perché che sia un omicidio di mafia gli investigatori non hanno alcun dubbio.


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