FINANZIARIA – Roma boccia i conti della Regione

Cinque pagine fitte di note critiche e richieste di chiarimenti. Il Governo nazionale si muove per impugnare la Finanziaria e il bilancio con una lettera inviata nei giorni scorsi dalla Ragioneria generale dello Stato alla Regione e all’Ars. Si apre ora una fase di confronto che terminerà entro il 15 luglio, termine entro il quale Roma deve prendere una decisione.

In particolare da Roma esprimono dubbi sull’utilizzo di due poste di bilancio che hanno permesso di arrivare al pareggio dei conti: la prima sono i circa 600 milioni del Fondo sviluppo e coesione che la Regione ha utilizzato per coprire una parte del debito con lo Stato, la seconda sono i 300 milioni che sono stati inseriti tra le entrate e che dovrebbero arrivare da Roma come restituzione di tributi maturati in Sicilia ma incassati da altre Regioni. Somme che infatti non ancora arrivate: un problema per le finanze regionali. Altre contestazioni riguardano norme specifiche, come quella che ha introdotto i prepensionamenti estendendoli fino al 2020.

Faraone ha evidenziato che il governo Crocetta è ancora indietro rispetto agli impegni presi con Roma: ” Il governo nazionale sta prevedendo interventi di risanamento per il bilancio della Sicilia. Ma serve credibilità per chiedere una mano. E la credibilità si acquisisce con le riforme. Dopo la Finanziaria, in Sicilia, siamo un’altra volta al palo. Non vanno scaricate responsabilità, serve che la Regione faccia la sua parte”.

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