Fuga dalle banche, i greci ritirano oltre due miliardi in due giorni

A tre giorni dall’Eurosummit straordinario di lunedì prossimo, e nonostante l’ottimismo del premier greco Tsipras, i greci hanno ritirato oltre 1 miliardo di euro dalle banche soltanto nella giornata di giovedì, e ulteriori 1200 milioni venerdì, secondo quanto riferito all’agenzia Reuters da tre diverse fonti bancarie, mentre il ritmo della fuga dei depositi accelera: «E lunedì sarà più o meno così», confermano le fonti. Tra lunedì e venerdì i prelievi sono arrivati quasi a quota 4,2 miliardi di euro, ovvero oltre il 2,2% dei depositi di famiglie e imprese in mano alle banche greche alla fine di aprile. «Non ci sono file né panico, si tratta di un movimento di fuga dei depositi calmo e graduale», ha spiegato una della fonti. «È un fenomeno legato ai timori sul raggiungimento di un accordo tra Atene e i creditori». La banca centrale greca non ha commentato.

Il premier greco, che è fiducioso nell’esito del vertice di lunedì, cerca di rasserenare il clima: «La famosa Grexit non può essere un’opzione, né per i greci né per l’Unione europea. Sarebbe un processo irreversibile, sarebbe la fine della Zona Euro, significherebbe il fallimento dell’idea europea», dichiara il primo ministro greco Alexis Tsipras in un’intervista a un quotidiano austriaco. Il programma di austerità imposto da Ue e Fmi che ha comportato sacrifici per la popolazione «non ha reso la Grecia più competitiva e il debito dello Stato non si è ridotto. Va tutto rivisto», sottolinea Tsipras.

Meno ottimista il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, che a Der Spiegel ha commentato: «Non capisco Tsipras. La fiducia che ho riposto in lui non è stata sempre ricambiata alla pari. Ho sempre avvertito del fatto che non mi è possibile evitare il fallimento dei colloqui ad ogni costo», quindi non escludendo affatto un Grexit. Secondo Juncker i greci sembrano credere che «c’è qualcuno in Europa che alla fine può tirare fuori un coniglio dal cilindro. Ma non è questo il caso». Inoltre, ha aggiunto: «Se io fossi il premier greco rivenderei come un successo» che la Commissione abbia offerto alla Grecia un piano di investimenti per 35 miliardi di euro per il periodo 2015-2020. 

Anche Donald Tusk, Presidente del Consiglio europeo, venerdì ha lanciato il suo monito ricorrendo a una metafora magica : «Siamo vicini al punto in cui il governo greco dovrà scegliere se accettare un accordo che considero una buona offerta per continuare gli aiuti o se dirigersi verso il fallimento. Dobbiamo liberarci dell’illusione che ci possano essere magiche soluzioni a livello di leader».

CORRIERE.IT

Condividi
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.