GELA – Omicdio Orazio Sotti, dopo 14 anni arrestati due fratelli di Niscemi [VIDEO]

A distanza di 14 anni dall’uccisione di un giovane di 22 anni, Orazio Sotti, che all’epoca era stato archiviato come “ad opera di ignoti”, la squadra di polizia giudiziaria del commissariato di Gela ha riaperto le indagini su richiesta del padre della vittima e, imboccata la pista del movente passionale, è riuscita a identificare e arrestare i presunti autori. L’inchiesta, denominata “Cold Case”, ha portato in cella due fratelli di Niscemi, Salvatore e Giuseppe Cilio, di 38 e 36 anni, entrambi pregiudicati, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Gela, Veronica Vaccaro, su richiesta del procuratore, Lucia Lotti e del pm Serafina Cannatà.

Orazio Sotti, detto Salvatore, considerato in paese un “dongiovanni”, avrebbe sedotto le ex fidanzate dei Cilio, suoi compaesani, sulle quali i due fratelli ritenevano invece di poter vantare una sorta di arcaico diritto feudale di proprietà. Quelle relazioni, seppure appena accennate, avrebbero provocato la reazione di Salvatore Cilio, che si trovava in carcere per altri reati, tanto da indurlo a concordare con il fratello Giuseppe l’uccisione di Sotti perché quel “fimminaru” li avrebbe disonorati. Secondo la ricostruzione della polizia, Giuseppe Cilio (non si sa bene se da solo o con un altro complice) avrebbe raggiunto Orazio Sotti, a Gela, nel garage della sua abitazione di via Nomentana, nel quartiere Fondo Iozza, poco dopo la mezzanotte dell’antivigilia di Natale del 2000, e gli avrebbe sparato sette colpi di una pistola semiautomatica Beretta, uccidendolo all’istante. Il caso finì in archivio nel 2011. In questi mesi, la riapertura del caso e la svolta nelle indagini dirette dal commissario Francesco Marino.

 

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