GELA – Perdita dalla raffineria, cinque indagati

Cinque avvisi di garanzia per inquinamento da idrocarburi del suolo e del sottosuolo sono stati notificati dalla guardia costiera a quattro dirigenti della società “Raffineria di Gela spa” e alla stessa azienda, ritenuti responsabili, a vario titolo, della perdita di oltre 50 mila litri di benzina da un serbatoio, per il ritardato intervento e la cattiva manutenzione di un tubo di collegamento. Gli indagati sono l’amministratore delegato, Bernardo Casa, il responsabile del parco generale serbatoi, Salvatore Losardo, e i capiturno del reparto PGS, Paolo Di Mario e Giuseppe Torrisi.

L’incidente, accertato il 23 settembre del 2011 all’interno del bacino di contenimento del serbatoio S 314, nell’Isola 28 dello stabilimento, sarebbe stato segnalato ai superiori già dall’11 luglio dagli operatori d’impianto e, dopo una prima insufficiente riparazione, si sarebbe ripetuto a distanza di una settimana.

Solo dopo questa seconda perdita, l’azienda avrebbe deciso di sostituire l’intero tratto della tubazione, ma nel frattempo sarebbero andati perduti da 50 mila e 115 mila litri di benzina. Dai carotaggi fino a 6 metri di profondità del terreno disposti dalla procura della Repubblica di Gela è stato accertato che il sottosuolo risulta inquinato oltre i valori limiti da Benzene, Etilbenzene, Stirene, Toluene, Xilene, prodotti aromatici nocivi, perchè il calcestruzzo del bacino di contenimento, spaccato e screpolato in più punti, non era in condizioni di efficienza.
I dirigenti aziendali indagati sono accusati anche dell’omessa bonifica del sito.

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